Sandro Vero spiega per quali ragioni due dischi di pianisti italiani di caratura internazionale, Kind of… di Antonio Faraò e Lovely day(s) di Roberto Magris, entrambi usciti lo scorso anno, segnano un punto fondamentale e irrinunciabile nel repertorio del jazz pianistico
Due pianisti italiani, di caratura internazionale, entrambi all’apice della loro pluridecennale carriera, si cimentano per la prima volta con il piano solo, un contesto musicale ad alto rischio artistico, per i vincoli che comporta e le difficoltà intrinseche al difficile equilibrio fra competenza tecnica e sincerità (urgenza?) espressiva. La tradizione potrebbe incutere un certo timore, fra le escursioni di Jarrett e gli esperimenti di Evans, ma la sfida è vinta, per entrambi, in modo brillante, a tratti entusiasmante. Se Antonio Faraò si propone con un registro più intimo, raccolto, prediligendo toni pastellati, crepuscolari, eppure dando prova di padroneggiare anche le situazioni più muscolari, da parte sua Roberto Magris produce una temperie più energica, piena di blackness, con il blues spesso affastellato al free. Ma capace – per contro – di regalare momenti di rara intensità melodica.

Kind Of…, il disco di Antonio Faraò, offre una scaletta di temi originali dell’autore: la title track è di ispirazione evansiana e regola il tasso emozionale già a un livello altissimo; Pina e Gospello sono colmi di echi jarrettiani; Ballad For Four è impreziosito da una finissima sensibilità melodica; Sulle Nuvole (che chiude) è evocativo, cromaticamente delicato, mentre My Blues è una proiezione nel futuro, con un idioma avanzatissimo, della musica del diavolo. MT, forse il momento più trascinante dell’album, è una dedica coltraniana, un blues modale di grande impatto emotivo, a McCoy Tyner; Around è l’unico vero esercizio di tecnica “boppistica” (ma con tracce di stride).
Ma sono tanti anche gli episodi in cui Faraò omaggia: l’iniziale There Will Be Another You, di Harry Warrenn, è un’intro al fulmicotone che sfoggia un perfetto balance fra sensibilità melodica e perizia armonica; Que Sera offre una delicatissima lettura rispettosa della struggente semplicità del tema di Chico Buarque; Round Midnight opera un’inesorabile decostruzione del tema monkiano, quasi una sua ispezione chirurgica.
Lovely Day(s) contiene un solo tema di Magris, Blues Clues, in cui pianista triestino gioca a trasferire la matericità del blues su un piano astratto, venandolo con impennate free. Il resto dell’album è un commosso tributo alla penna di autori come Walter Hill, Monk, Strayhorn, Bernstein, Gault, Kuhn. Di Hill è proposta la bellissima Reverend Du Bop, spezzettata e ridotta quasi in un pulviscolo tematico che ciclicamente, come una marea, si ricompone per sfrangiarsi ancora, all’infinito. Ma anche Laverne, qui riletta con un mood meditativo. Monk è omaggiato con il classico Bemsha Swing, dove Magris sfoggia un’assoluta padronanza dello strumento, contorcendo il tema e attirandolo in una specie di vortice idiomatico con dentro frammenti sparsi di blues; nel monkiano Let’s Cool One si ripete l’operazione di nebulizzazione del tema e della sua progressiva ricompattazione. A Flower is a Lovesome Thing è una meravigliosa rilettura dell’universo di Strayhorne, mentre Steve Kuhn è omaggiato con lo scuro, drammatico, commosso Saga of Harrison Crabfeathers. Una conclusione che più degna non si poteva di un album emozionante.

Il contesto del piano solo può facilitare la disposizione egotica all’autocelebrazione, ponendo l’accento ora sui prodigi della tecnica, ora sulla sapienza enciclopedica, ora su un eclettismo perfino stucchevole. La grazia, il garbo, la misura, il respiro intimo, con cui Faraò e Magris approcciano il compito che si sono assegnati, ci regalano invece due momenti di sbalorditiva musicalità, con il primo a firmare un commosso diario intriso di malinconica bellezza, e con il secondo a testimoniare una filiazione creativa e originale da una ricca tradizione pianistica e compositiva.
Due album sontuosi.
Antonio Faraò – Kind of…
CD Azzurra Music NA001
Roberto Magris – Lovely Day(s)
CD JMood JM-25
Correlati
Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.

