Robert Schumann

Fantasies

Burkard Schliessmann (pianoforte)

Divine Art ddc 25753

Affrontando l’analisi di questo corposo cofanetto della Divine Art, che presenta tre SACD con opere pianistiche di Robert Schumann eseguite dal pianista tedesco Burkard Schliessmann, non posso che essere subito d’accordo con l’artista bavarese quando afferma che non sono tanto le opere pianistiche schumanniane, quanto le composizioni per voce e pianoforte che, nella loro combinazione di letteratura e musica, contribuiscono alla comprensione decisiva di questo compositore romantico e del suo potere di pensiero riguardo all’associazione tra poesia, illusione e realtà. Nel primo disco troviamo la Kreisleriana, Op. 16, la Fantasia in do maggiore, Op. 17 e l’Arabeske, Op. 18, mentre nel secondo SACD i Fantasiestücke, Op. 12, ancora l’Arabeske, Op. 18 e Des Abends, che fa parte del primo libro dei Fantasiestücke, Op. 12, già eseguiti in precedenza; infine, nel terzo disco troviamo i Nachtstücke, Op. 23, i Drei Fantasiestücke, Op. 111 e i Gesänge der Frühe, Op. 133. Come a dire una scelta che unisce l’alfa con l’omega della produzione pianistica schumanniana, nel tentativo di fornire una chiave omogenea, nella sua linea progressiva, di tutto il percorso per questo strumento da parte del compositore di Zwickau. Una chiave indubbiamente omogenea, dettata dalla lucidità del pensiero e della creatività schumanniani, che Schliessmann porta avanti nel nome del fecondo rapporto tra letteratura e musica intrapreso dal geniale musicista romantico.

SACD

Qualità artistica 4,5/5

Qualità tecnica 5/5

Karl Weigl

Chamber Works

Albane Carrère (mezzosoprano) – Ensemble Mark Rothko

Urania Records LDV 14118

Dopo un primo disco, ecco il secondo che l’etichetta Urania Records dedica a Karl Weigl, con la presenza dell’Ensemble Mark Rothko e del mezzosoprano Albane Carrère. In questo nuovo disco la playlist è formata da tre pagine cameristiche quali Ein Stelldichein per voce acuta e sestetto per archi, risalente al 1904, il Sestetto per archi in re minore, composto due anni più tardi e qui proposto in prima assoluta mondiale, e il Quartetto per archi n. 6 in do maggiore, scritto nel 1939. Le peculiarità compositive di Weigl furono del tutto uniche nel panorama della musica viennese che tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento si stava sganciando dalle strutture del linguaggio tonale attraverso progressive conquiste dissonantiche e, di riflesso, con un incidente annullamento dell’aspetto melodico ancora presente nel vasto arcipelago tardoromantico germanico dell’epoca. Questo significò per la nuova generazione musicale viennese, tra cui lo stesso Weigl, cercare di mediare la tradizione brahmsiana con le innovazioni armoniche wagneriane, avviando un processo compromissivo tra queste due opposte tendenze compositive. Ottima la lettura da parte di tutti gli interpreti, a cominciare da Albane Carrère. Da parte sua, l’Ensemble Mark Rothko è riuscito non solo a restituire l’intensità, la capacità di resa timbrica, la perfetta coesione delle parti (che nel Quartetto n. 6 raggiunge praticamente la dimensione ideale), ma anche l’equilibrio dato tra intensità espressiva e resa tecnica.

CD

Qualità artistica 5/5

Qualità tecnica 4,5/5

AA.VV.

Dreames & Imaginations

Anna-Lena Elbert (soprano) – Evangelina Mascardi (liuto) – Angélique Mauillon (arpa) – Friederike Heumann (viola da gamba)

TYXart TXA21162

Un disco della label tedesca TYXart, dal titolo Dreames & Imaginations. Poeticall Musicke to be sung to the Lyra viol, vede il soprano Anna-Lena Elbert, la liutista Evangelina Mascardi, l’arpista Angélique Mauillon e la gambista Friederike Heumann eseguire brani di Robert Jones, William Corkine, Tobias Hume, John Danyel e John Dowland dedicati al genere musicale inglese dell’ayre. Fu proprio la musica anglosassone del XVI secolo a coltivare la malinconia come piacere estetico, a cominciare da John Dowland, unitamente a Robert Jones, Tobias Hume, Thomas Ford, William Corkine e altri compositori che contribuirono a questa tendenza intellettuale. Il CD prende in esame questo momento storico-musicale e dei ventuno brani presentati, nove sono di Robert Jones, mentre gli altri pezzi vedono quattro canzoni di William Corkine, tre brani di Tobias Hume, due di Thomas Ford e di John Dowland e uno di John Danyel, anch’esso strumentale. Al di là della lettura effettuata in chiave filologica, non si può non ammirare la splendida voce del soprano Anna-Lena Elbert; va da sé che anche le altri interpreti non sono da meno, a cominciare dal liuto rinascimentale a otto cori in fa dell’argentina Evangelina Mascardi, la quale riesce a aderire idealmente ai mutamenti richiesti dalla voce del soprano, intrecciando un dialogo serrato, palpitante, sempre foriero di spunti, approfondimenti psicologici che non fanno altro che impreziosire la lettura.

CD

Qualità artistica 5/5

Qualità tecnica 5/5

Andrea Bedetti

Questo articolo è stato pubblicato nel numero n.001/26 di AUDIOPHILE Hi-Fi Magazine e il link per l’acquisto è QUI 🌐

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