André Previn

West Side Story

André Previn  (pianoforte) – Red Mitchell (contrabbasso) – Shelly Manne (batteria)

Contemporary Records CR00390

La rilettura di West Side Story effettuata da André Previn offre spunti di riflessione interessanti, in quanto le sue modalità compositive sono segnate da una estesa duttilità e da un approccio eclettico che riflette una ragguardevole esperienza in diversi ambiti musicali, dalla classica alla musica leggera, dal latin-tinge al jazz. Registrato in trio con contrabbassista Red Mitchell e il batterista Shelly Manne, questa West Side Story si compone di otto fra i brani più conosciuti del popolare musical, tra cui I Feel Pretty e America. Ogni composizione viene eseguita con un profondo rispetto per la partitura originale di Bernstein, ma senza rinunciare a una brillante dose di swing e di elementi jazzistici. La presenza di Red Mitchell al basso come «eroe non celebrato» è un punto cruciale. Inoltre, la rivisitazione di brani iconici come «Maria» e «Something’s Coming» potrebbe apparire estraniante, ma suggerisce una nuova prospettiva in merito alla fruizione di composizioni così tradizionalmente familiari. La registrazione di Previn, riproposta in vinile audiofilo e masterizzata dai nastri originali, rappresenta un’opportunità per apprezzare in maniera più congrua i suoni e le atmosfere del tempo.

LP

Giudizio artistico 4,5/5

Giudizio tecnico 4,5/5

Marc Copland

Dreamland

Marc Copland (pianoforte) – Robin Verheyen (sax) – Drew Gress (basso) – Mark Ferber (batteria)

InnerVoiceJazz IVJ 108

Dreamland, registrato in Germania, il 4 e 5 dicembre 2022, rappresenta un ponte fra passato e presente, tradizione e contemporaneità, i cui punti cardinali sono rappresentati dai due standard contenuti all’interno del disco: l’iniziale Eronel di Thelonious Monk, simbolo dell’evoluzione del jazz moderno, restituita al mondo degli uomini con una grazia e una classe rispettosa del modulo monkiano, e la conclusiva Yesterdays di Jerome Kern, che rappresenta l’altro estremo del jazz post-bellico alle prese con gli standard dell’AmericanSongBook. La composizione di Kern, già utilizzata in passato da Copland, diventa, nella prima parte, una lezione di pianismo di alta scuola, a cui il sax di Robin Verheyen fa da contrappunto con il placet dei controllori del ritmo: il bassista Drew Gress e il batterista Mark Ferber. Due perfetti sodali per tutta la durata del concept, in cui la raffinatezza armonica, il tocco ed il controllo delle dinamiche ne rappresentano i punti salienti. Nelle tracce originali, il flusso delle idee è sempre circolare e condiviso con particolare regolarità degli assoli, così come il compito di scrittura viene affrontato in maniera collegiale, quasi una sinergia di gruppo inter pares.

CD

Giudizio artistico 4/5

Giudizio tecnico 4/5

Gato Barbieri

Standards Lost And Found 1

Gato Barbieri (sax) – Franco D’Andrea (pianoforte) – Giovanni Tommaso (contrabbasso) – Pepito Pignatelli (batteria)

Red Records (limited edition)

Per comprendere la magnificenza di Standards Lost And Found 1, pubblicato dalla Red Records, bisogna isolare Gato Barbieri da tutto il contesto. Quando l’artista argentino fissò su nastro questa sessione, nella primavera del 1967, era già sulla vetta del mondo, tanto che la differenza con i tre sodali si sente: il giovane Franco D’Andrea è ancora in balia dei demoni del modale, Giovanni Tommaso porta il tempo come allora sapeva fare, mentre Pepito Pignatelli, un batterista-non batterista, a parte un paio di rullate, fa quello che può. Tutto ciò non inficia la bellezza del disco, anzi consente a Gato di suonare «quasi da solo» in taluni frangenti. L’argentino aveva accumulato una lunga esperienza americana in situazioni asincrone; quindi, procede disinvolto per la sua strada senza alcun tentennamento, come se non avesse nessuno intorno. Il sassofonista mantiene invariata la propria originalità espressiva ed esecutiva con quel sax da cui le note sgorgano copiose e abrasive, incollate come uno sciame di insetti pungenti, pronti a conficcarsi nelle carni dei fruitori, fino a narcotizzarne l’anima. Insomma, Standards Lost And Found 1, disponibile su CD e vinile audiofilo, è un disco di notevole portata storica e comparativa tra il jazz americano e quello italiano: sarebbe un peccato lasciarselo sfuggire.

LP

Giudizio artistico 4,5/5

Giudizio tecnico 4,5/5

Francesco Cataldo Verrina

Questo articolo è stato pubblicato nel numero n.001/26 di AUDIOPHILE Hi-Fi Magazine e il link per l’acquisto è QUI 🌐

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