La copertina di questo numero è dedicato a colui che può essere definito, senza l’ombra di poter essere smentiti, un autentico fenomeno musicale, nonostante la giovanissima età, ossia Matteo Mancuso, astro assoluto della chitarra in chiave jazz, capace di stupire per la sua prodigiosa tecnica non solo da noi, ma anche dall’altra parte dell’oceano, dove ormai è conteso dai maggiori musicisti statunitensi. Il nostro collaboratore Giuseppe D’Agata lo ha raggiunto a Modica, durante un tour che Mancuso ha tenuto recentemente nel nostro Paese, per poterlo intervistare e per assistere al suo concerto. Leggendo le sue parole e le sue risposte, non si può fare a meno di restare stupefatti dalla sua umiltà e da un’“innocenza” artistica che non ha confronti nell’attuale panorama musicale. Sempre in chiave jazz Francesco Cataldo Verrina fissa in un lungo articolo la figura leggendaria di Michel Petrucciani, mentre nel secondo ha avuto modo di intervistare un altro “mostro sacro” della musica colta nostrana, Claudio Fasoli, artefice, tra l’altro, di quell’esaltante avventura che è stato il gruppo del Perigeo. Infine, Sandro Vero ci parla di due dischi di pianisti italiani, quelli di Antonio Faraò e Roberto Magris.
Per quanto riguarda la classica, ho voluto spiegare in un mio contributo le radici esoteriche e massoniche che sono presenti nell’ultimo capolavoro di Richard Wagner, il Parsifal; inoltre, avendo saggiato la validità di una casa discografica audiofila italiana, la Birdbox Records, ho analizzato la loro prima incisione dedicata alla classica, uno splendido vinile dedicato ad alcune Sonate di Domenico Scarlatti eseguite all’organo da Livia Mazzanti. Da parte sua, Alfredo Di Pietro ci parla di un incontro-concerto che il pianista Maurizio Baglini ha tenuto al Museo teatrale della Scala di Milano all’interno della rassegna Dischi e Tasti. Da ultimo, ho presentato, nella sezione della Lettura, un utilissimo libro edito recentemente dalla Adelphi, consacrato al libretto del capolavoro mozartiano Die Zauberflöte, redatto da quell’autentico vulcano che è stato Emanuel Schikaneder.
Il genere rock si focalizza su un importante articolo che Simone Barazzi ha dedicato a una figura a dir poco iconica, David Bowie, a dieci anni dalla sua morte, ripercorrendo in modo brillante e preciso i vari “volti” di questa personalità a dir poco istrionica, suddivisa tra musica, teatro e cinema. Non mancano, poi, le sezioni riguardanti le recensioni discografiche dedicate alla classica, al jazz e al rock.
La sezione votata all’Hi-Fi vede il nostro Riccardo Mozzi continuare le sue escursioni sugli “ambigui” prodotti di costruzione cinese; stavolta ci presenta una coppia di diffusori AOP, che riserva delle (piacevoli) sorprese. Poi, Andrea Bin prosegue nel lungo viaggio riservato agli appassionati analogisti, quello che riguarda i “Dischi & giradischi”. Da ultimo, Massimo Corvino, per la sezione Degustazioni musicali, ci parla di un’interessante manifestazione audiofila che si è svolta a Lido di Camaiore.
Non manca, naturalmente, il disco offerto ai nostri lettori, un Sampler dell’etichetta discografica AudioRecords, con relativa guida all’ascolto, e di cui ho anche intervistato il suo label manager, Rocco Patriarca, Inoltre, in questo numero i lettori troveranno una sorpresa: un secondo disco, questo dedicato alla classica dell’etichetta discografica Capsa Symphōnĭa, specializzata in registrazioni storiche, per l’esattezza una splendida lettura della Quinta sinfonia di Beethoven e di Mendelssohn fatte dal grande Dimitri Mitropoulos.
Buona lettura a tutti!
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