Questo convertitore progettato e costruito in Cina, come ci spiega Riccardo Mozzi nella sua valutazione, mostra di essere un prodotto di pregio, dotato di ben otto moduli R2R discreti, a fronte di un costo non certo proibitivo 

Introduzione

Dieci anni di garanzia sui prodotti: questo il biglietto da visita, decisamente convincente, di Audio GD: tutti i prodotti audio del marchio cinese nascono da un lavoro attento e da un’esperienza pluriennale nel settore, guidati da He Quinghua, ingegnere di grande rilievo internazionale premiato per l’eccellenza nel design di sistemi sonori. Una profonda competenza in ambito tecnologico permette quindi all’azienda di realizzare una linea completa di soluzioni Hi-Fi (tra cui convertitori DAC, preamplificatori e amplificatori finali) che si basano su un sistema proprietario di trasmissione del segnale in corrente, pensato per preservare la purezza e la neutralità del suono: e, secondo quanto affermato, questo approccio riduce le distorsioni e migliora la resa in termini di chiarezza e fedeltà.

Nei prodotti Audio GD vengono inoltre utilizzate tecnologie d’avanguardia, come i circuiti completamente bilanciati e sistemi di rigenerazione dell’alimentazione, offrendo prestazioni comparabili a quelle dei più noti brand del panorama audio mondiale: niente complessi di inferiorità, quindi, ma il riconoscimento di una crescita che ha portato quest’azienda relativamente recente a competere con i “mostri sacri”, a un prezzo decisamente concorrenziale. Grazie a ciò, questo marchio con gli occhi a mandorla ha conosciuto una crescita continua nel tempo, conquistando una reputazione solida sia a livello nazionale che internazionale: ogni prodotto riflette un impegno assoluto verso la qualità, grazie probabilmente anche al fatto che i tecnici Audio GD sono anche veri appassionati di alta fedeltà.

Descrizione

Tutto il mondo è paese per cui anche i cinesi si sono presto adeguati alla saga degli “Mk”: ecco così che questo convertitore, nato nel 2018, ha subìto evoluzioni più o meno marcate sino ad arrivare all’odierna release (esattamente la numero 3). Sulla carta questa macchina sembra racchiudere il “meglio del meglio” in quanto a tecnologie e architetture circuitali: tipologia completamente bilanciata, quattro moduli DSD e ben otto moduli R2R discreti rappresentano l’anima del convertitori, circondati poi dalle altre sezioni tra cui spicca l’alimentazione rigenerativa che lo dovrebbe rendere insensibile alla qualità della corrente di rete, del cavo di alimentazione e, soprattutto, isolarlo da eventuali “iniezioni” di spurie sulla linea. Il telaio di alluminio che racchiude la circuitazione è ottimamente realizzato e rifinito: sul frontale un display che non brilla per comprensibilità, ma basta prenderci un po’ la mano e la macchina risulterà gestibile con facilità; sul retro le uscite bilanciate e non e lo stuolo di ingressi: Spdif (due) AES-EBU, HDMI, USB; inoltre, ci sono anche le porte dedicate all’aggiornamento del firmware.

Il display alquanto “criptico” posto al centro del pannello frontale.

La Casa garantisce ben trecento (!) ore di rodaggio preventive; a queste ne ho aggiunto altre svariate decine perché la macchina mi sembrava, a tratti, un poco acerba… La sorgente analogica (poco) utilizzata è stata una base Scheu Analog Premier MkIII con un vetusto braccio SME IV e testina Allnic Rose; il tutto montato con attenzione su una base Isoacoustic; il motore Jasmine era necessariamente alloggiato su un’altra base in modo da minimizzare la trasmissione di vibrazioni: provare per credere… Il cavo utilizzato tra il braccio e il pre phono è stato un LA Sound Olympia; pre phono Pass Labs XOno; la sorgente digitale principale è stata costituita dallo streamer Auralic Altair G1 collegata con un Revelational Iper Cleaner Elite al nostro DAC Audio GD R8 HE MkIII; a quest’ultimo è stato collegato anche un Mac Mini con due dischi fissi per un totale di 5 TB con player Audirvana.

Il pre di linea è stato il “solito” Spectral DMC30SS; finali Spectral DMA260 e DMA100S, connessi con un NBS Monitor 0; dal finale si arriva alle Avalon Eidolon con un De Antoni Gran Dotto; “solita” saletta di ascolto che effettivamente “fa” la differenza rispetto a tanti apparecchi costosissimi, ma installati senza alcun riguardo per le sinergie con la stanza…

Analisi sonora

Nelle sale dove è stato ascoltato, l’Audio GD ha trovato delle macchine di buon livello (anche ottimo…) con le quali si è dovuto confrontare: l’Auralic Altair ne è uscito leggermente sconfitto, l’M2Tech Young pure (complice anche una progettazione ben più datata), mentre il Playback Designs MPD3 ha mostrato che, nonostante l’età, una progettazione lungimirante d acuta possa garantire a distanza di oltre tredici anni prestazioni ancora molto interessanti; sebbene il listino di quest’ultimo fosse circa quattro volte i 2.300 euro richiesti per questo R8 HE… Come ho già fatto presente, l’azienda cinese garantisce trecento ore di rodaggio alle quali io ne ho aggiunte circa duecento in più prima di procedere a un ascolto critico, collegando questo DAC sia allo streamer che al Mac mini; nessun problema di interfaccia, così come nessun problema a leggere file in alta risoluzione come i DSD 256. La rigenerazione della corrente permette inoltre all’utilizzatore di non prestare troppa attenzione al cavo di rete, ma noi un Revelational ce lo abbiamo messo ugualmente…

Il pannello posteriore del DAC di costruzione cinese.

I primi ascolti, a confronto diretto, hanno messo in evidenza rispetto all’Auralic un maggior numero di dettagli, un maggior “respiro” e un equilibrio timbrico, a tratti, più limpido e trasparente; anzi, addirittura l’Altair (un’ottima macchina, sia chiaro…) sembrava manifestare una commutazione veloce un poco “opacizzata” nella ricostruzione della tavolozza sonora, mentre la gamma bassa è sembrata essere un poco più articolata, seppur ugualmente estesa. La ricostruzione della scena sonora è sovrapponibile e ricorda quella maestosa offerta dal Playback: le note si materializzano in modo naturale ed equilibrato all’interno del palcoscenico, ovvero in modo omogeneo nel volume posto tra i diffusori e oltre la parte di fondo, spaziando anche al di fuori dei diffusori; e sempre con una messa a fuoco (che naturalmente emerge grazie al trattamento acustico…) puntuale e attenta; forse anche in questo caso leggermente più larga rispetto al riferimento.

In linea di massima, gli strumenti appaiono splendidamente scolpiti sul palcoscenico, con tratti definiti e “materici”: il sax tenore di Coltrane sembra “soffiare” un poco di più del solito sino a rendersi conto che, alla fine, questo DAC parrebbe essere un poco più naturale nella sua esposizione sonora; anche se in questo modo verrebbe da definire di conseguenza leggermente più “artefatti” i riferimenti (non così per il Playback…) che non sono affatto tali: almeno sino a quando non si ascoltano macchine di eccellente livello come questo “cinesino”… (che cinesino non lo è per davvero: guardate le dimensioni nelle foto). Poi se vien voglia di ascoltare un LP, beh allora anche questa eccellente macchina digitale mostra i suoi limiti, ma questa è un’altra storia. L’ascolto della musica “poco seria” (Disco, Lounge… ) offre emozioni di livello, anche se non si può certo parlare di “riproduzione fedele”, non conoscendo il messaggio originario: la piacevolezza di ascolto è tale che siamo riusciti a mandare in protezione anche un finale “tosto” come lo Spectral 260.

Ancora il DAC Audio GD R8 HE MkIII inserito nella catena audio del nostro collaboratore.

Conclusioni

Il prezzo di listino, come ho già fatto presente è di 2.300 euro; non mi pare che in questa fascia di prezzo l’Audio GD R8 HE possa avere dei concorrenti o almeno per ora non li ho ancora trovati; una distribuzione efficiente e la garanzia di ben dieci anni sembrano essere il giusto corollario per un successo commerciale che non dovrebbe mancare: tanti auguri!

Riccardo Mozzi

Questo articolo è stato pubblicato nel numero n.001/26 di AUDIOPHILE Hi-Fi Magazine e il link per l’acquisto è QUI 🌐

Dati tecnici

Rapporto S/N: >120DB  

Impedenza di uscita: <5 ohm (XLR, RCA)  

Livello di uscita: 2.5V (RCA); 5V (XLR); 2+2MA (ACSS)  

Risposta in frequenza: 20Hz – 20KHz  

THD: <0.01% (Distorsione armonica totale)  

Sensibilità d’ingresso: 0.5 Vp-p (75 Ohms, Coassiale); 19 dBm (Ottico); USB1.0 – USB3.0; HDMI: 3.3V  

Sistemi operativi supportati (USB): Windows; OSX; Linux; ISO  

Campionamento supportato: USB & IIS: 44.1kHz – 384kHz / 32Bit; DSD64-512 Modalità Coassiale: 44.1kHz – 192kHz; Modalità Ottica: 44.1kHz – 96kHz  

Requisiti di alimentazione: Versione 1: 100–120V AC 50/60 Hz; Versione 2: 220–240V AC 50/60 Hz  

Consumo energetico: 48W  

Peso confezione: circa 12KG  

Dimensioni: Larghezza 430 x Lunghezza 445 x Altezza 80 mm (interamente in alluminio)  

Accessori: cavo di alimentazione AC x1; cavo USB x1

DAC Audio GD R8 HE MkIII

Prezzo: euro 2.300

Spirit Soundesign S.r.l.

Tel. mobile: 3517547715

Via Rivalta 30, 10040 Volvera (To), Italia

E-mail: info@spiritsoundesign.com

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