Esattamente cento anni fa nasceva ad Alton, nell’Illinois, Miles Davis. Quindi, è stato a dir poco doveroso da parte nostra dedicare un ampio spazio di questo numero al grande trombettista, capace di sovvertire come pochi la storia del jazz. Lo abbiamo fatto partendo anche dalla pubblicazione da parte della Grooveback Records del secondo volume in vinile dei suoi concerti tenuti al Café Bohemia di New York; per questo il sampler accluso a questo numero vede degli estratti sia del primo che del secondo volume, con la guida all’ascolto curata da Francesco Cataldo Verrina. Inoltre, i lettori troveranno anche il contributo di Enrico Merlin, uno dei maggiori studiosi di Davis, che spiega aneddoti e curiosità inerenti proprio al secondo volume della Grooveback Records, oltre al reportage, a firma di Massimo Corvino, sulla mostra allestita e curata dallo stesso Merlin a Pordenone dal titolo “MILES DAVIS 100 – Listen to This!”. Tra l’altro, in questo secondo volume, accanto a Miles Davis si esibisce anche Sonny Rollins, il leggendario sassofonista scomparso il 25 maggio di quest’anno; così ci è sembrato giusto ricordare la sua figura attraverso un altro, esteso contributo dello stesso Francesco Cataldo Verrina. Restando in ambito jazz, da ricordare l’intervista fatta da Sandro Vero alla cantante Daniela Spalletta e la recensione “audiofila”, a cura di Riccardo Mozzi, di Haunted Hearts, capolavoro discografico un altro “mostro” quale è stato Bill Evans.

Per ciò che riguarda la classica, ho cercato di fare un po’ di chiarezza su un annoso e controverso caso, quello riguardante il compositore Andrea Luchesi, considerato da alcuni studiosi il vero autore di capolavori musicali ascritti a geni come Mozart e Haydn; inoltre, ho voluto ricordare, a settantacinque anni dalla morte, la figura di Arnold Schönberg, il “padre” del linguaggio dodecafonico. Il secondo sampler accluso riguarda invece un argomento che mi sta particolarmente a cuore, quello che concerne la grande scuola direttoriale tedesca e austriaca della prima metà del Novecento, con dieci tracce dedicate a registrazioni a dir poco storiche che vedono protagonisti direttori quali, tra gli altri, Felix Weingartner, Wilhelm Furtwängler, Otto Klemperer, Hans Knappertsbusch ed Hermann Scherchen. Tra l’altro, ho anche scritto un libro dedicato proprio a ventisei grandi direttori tedeschi e austriaci della prima metà del secolo scorso, dal titolo All’ombra dei giganti. La direzione d’orchestra in Germania e in Austria (1900-1950), pubblicato dalla MCC Group e che può essere acquistato su Amazon e sulla piattaforma digitale Reference Music Store. Giovanni Acciai, invece, ha tratteggiato la figura di un esponente pressoché sconosciuto della grande Scuola barocca napoletana, Giovanni Salvatore, del quale ha trovato la partitura dei Responsori della Settimana Santa conservata nell’Archivio dell’Oratorio dei Gerolamini nella città partenopea. Infine, nella sezione libri, ho presentato la nuova edizione di un classico, Musica nell’Italia fascista di Harvey Sachs.

Il rock è stato affrontato da Simone Bardazzi attraverso un’altra icona a dieci anni dalla sua morte, Prince, che ha saputo magistralmente “radiografare” in un denso e accurato articolo, mentre Alvaro Gradella, nell’ambito della musica d’autore, ha recensito il disco di Sergio Cossu, ex Matia Bazar, e Fausto Beccalossi dedicato ai fratelli Fausto e Serse Coppi. Nella sezione Hi-Fi, Andrea Bin continua a guidare i lettori alla scoperta di tesori discografici in vinile, con la celeberrima serie Living Stereo della RCA. Come sempre, non mancano le recensioni discografiche di classica, jazz e rock e, infine, accogliamo una nuova firma, quella di Beatrice Bassi, studiosa del rapporto tra musica e cinema, che parla del soundtrack legato a un recentissimo ed emozionante film di fantascienza, Project Hail Mary.

Buona lettura a tutti!

Andrea Bedetti

Questo articolo è stato pubblicato nel numero n.009/26 di GRooVE back Magazine e il link per l’acquisto è QUI 🌐

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