Nel panorama dell’audiofilia contemporanea, il computer ha conquistato un ruolo centrale nei sistemi Hi-Fi, complice la prepotente ascesa della musica liquida, sia essa proveniente da servizi di streaming online o da vaste librerie personali. Tuttavia, ogni componente ha il suo posto, e in un impianto di alto livello, la vicinanza di un PC tradizionale a elettroniche delicate diventa un elemento dissonante, per chi ambisce al massimo della qualità sonora possibile. Giuseppe D’Agata ci spiega come risolvere questo problema

Le potenziali interferenze elettromagnetiche (EMI) e il rumore generato dalle ventole, possono insidiare l’integrità del segnale audio, compromettendo l’esperienza d’ascolto. Come possiamo allora godere del meglio della musica liquida senza scendere a compromessi sulla qualità? Per rispondere a questa domanda ci viene incontro un software: Roon.

L’ecosistema Roon, ormai noto da diverso tempo agli appassionati di tutto il mondo, è stato concepito per soddisfare gli audiofili più esigenti, offrendo una gestione impeccabile della propria collezione musicale e garantendo il massimo standard qualitativo. La sua genialità risiede in un principio semplice quanto efficace: dissociare il cervello del sistema, il cosiddetto Roon Core, dall’endpoint di riproduzione. A differenza del computer, l’endpoint (meglio noto come streamer) è un dispositivo specificamente progettato (nella circuitazione, nell’alimentazione e nel design) per integrarsi armonicamente con il resto dell’impianto audio.

Dividi et impera, dicevano gli antichi, e avevano perfettamente ragione. Certamente i vantaggi di un sistema di streaming basato su Roon non si limitano alla semplice separazione delle competenze, ma elevano l’intera esperienza d’ascolto, integrando perfettamente la gestione della libreria con l’ottimizzazione sonora. Uno dei benefici principali è l’organizzazione intelligente: Roon cataloga la vostra musica arricchendola con metadati dettagliati come biografie degli artisti, testi, recensioni e collegamenti incrociati, trasformando la navigazione in un’esperienza immersiva e informativa. Non solo, Roon integra in maniera impeccabile le vostre librerie musicali locali con i principali servizi di streaming ad alta risoluzione, come Tidal e Qobuz, presentando tutto come un’unica, vastissima collezione.

Sul fronte della qualità, Roon garantisce una qualità del suono ottimizzata gestendo i percorsi del segnale in modo bit-perfect, grazie anche al protocollo proprietario RAAT (Roon Advanced Audio Transport), assicurando la massima fedeltà e il supporto per formati ad alta risoluzione (PCM, DSD e MQA). A livello di gestione domestica, offre un Multi-Room Avanzato che permette di riprodurre musica in diverse stanze in modo sincronizzato o indipendente, il tutto controllabile in modo intuitivo da un unico dispositivo. Ma tutta questa qualità ha un prezzo: è bene ricordare che Roon è un software a pagamento e richiede l’acquisto di una sottoscrizione annuale di circa 150 dollari.

Vediamo quindi quali sono gli elementi essenziali per realizzare un sistema di streaming basato su Roon:

Il Roon Core (il “cervello” del sistema): Si tratta di un computer dedicato, spesso un mini-PC o un dispositivo come un NUC (vedremo dopo di cosa si tratta), su cui far girare il software Roon Server. Il server svolge il suo compito cruciale a debita distanza dalle apparecchiature sensibili, fornendo un contributo significativo senza alterare la delicatezza del segnale. È qui che avvengono tutte le elaborazioni avanzate, incluse funzionalità potenti come i DSP (Digital Signal Processing), la Roon Correction per la calibrazione ambientale e molto altro, il tutto gestito in modo silenzioso ed efficiente.

Uno streamer o endpoint certificato Roon Ready: Questo componente funge da ponte tra il Roon Core e il vostro impianto audio. Che si tratti di un trasporto digitale puro – ideale se possedete già un eccellente convertitore digitale che soddisfa le vostre aspettative – o di uno streamer DAC con conversione integrata, la scelta è profondamente personale e dipende dall’architettura e dalle esigenze specifiche del vostro sistema Hi-Fi. L’importante è che sia certificato Roon Ready, garantendo una perfetta integrazione.

Il “telecomando” (Roon Remote): Un dispositivo mobile, come uno smartphone o un tablet (molto meglio un tablet, ovviamente), su cui installare l’applicazione Roon Remote. Questo sarà il vostro centro di comando per navigare nella libreria musicale, avviare la riproduzione, gestire le impostazioni e controllare ogni aspetto dell’esperienza Roon, comodamente seduti dalla vostra poltrona d’ascolto.

Ora che abbiamo esplorato i molteplici benefici di Roon, è il momento di passare alla pratica: scopriremo insieme come realizzare il cuore pulsante di questo ecosistema, ideale per ospitare il nostro Roon Core.

Il NUC: il cuore del vostro Server Roon personalizzato

Per molti anni, gli Intel NUC (Next Unit of Computing) sono stati la scelta di riferimento per i server audio compatti. Recentemente, a seguito di una riorganizzazione interna di Intel (solitamente si chiama così quando non si vuole parlare esplicitamente di crisi), la divisione NUC è stata acquisita da ASUS. L’azienda taiwanese ha non solo raccolto la sfida ma ha anche ampliato in modo significativo l’offerta con una gamma di prodotti estremamente vasta e performante. L’eccellente rapporto qualità-prezzo e l’affidabilità che hanno sempre contraddistinto i NUC Intel sono stati pienamente mantenuti.

Questi mini-PC offrono tutta la potenza necessaria per gestire le complesse operazioni di Roon Core in un formato compatto e dai consumi contenuti. Tuttavia, il vero vantaggio risiede nell’architettura di Roon, che permette di svincolare il Core dalla sala d’ascolto: non è infatti necessario posizionare l’unità vicino all’impianto audio. Potete collocarla ovunque ci sia uno switch o un router; l’unica condizione fondamentale è il collegamento fisico via Ethernet, per garantire la massima stabilità nel trasporto dei dati verso i vostri endpoint.

La scelta “fai da te” con ASUS NUC

Per il mio Roon Server personale, ho scelto un ASUS NUC 15 Pro+ in Kit. Questi kit sono venduti come barebone: includono l’involucro (chassis), la scheda madre e il processore, ma non sono completi. Richiedono all’utente di aggiungere autonomamente la memoria RAM e l’unità di archiviazione (come un SSD). Ebbene, la soluzione “fai da te” è ideale per gli audiofili più esigenti e per gli appassionati che amano “mettere le mani in pasta”. Permette di selezionare personalmente gli “ingredienti” – ovvero i componenti hardware – ottenendo un maggiore controllo e, di conseguenza, un sistema più moderno ed evoluto su misura per le proprie esigenze. La scelta del NUC 15 Pro+ è stata ispirata dal suo involucro in alluminio, un sistema di raffreddamento ottimizzato e una piattaforma Intel Core Ultra 5 (serie 2) estremamente performante ed efficiente. 

Alternative e requisiti hardware

Alternativa Plug-and-Play

Per coloro che desiderano la massima semplicità e una soluzione immediatamente operativa (anche a costo di rinunciare al divertimento dell’assemblaggio), Roon Labs propone i suoi server Nucleus. Questi dispositivi sono preconfigurati e ottimizzati specificamente per Roon e rappresentano una valida alternativa “plug-and-play”. Chiariamo subito che per un utilizzo normale del Roon Core non è necessario spendere cifre elevate. È sufficiente optare per una versione con:

Processore: Intel Core i3 o i5 di 11ª, 12ª o successiva generazione.

RAM: 8 o 16 GB.

SSD (per il sistema operativo): un SSD NVMe M.2 da 128 GB o 256 GB.

Archiviazione musicale: Un HDD interno la cui capacità dipenderà dalla grandezza della propria libreria musicale.

Gestione della libreria musicale

Se disponete di una libreria musicale limitata e siete più orientati verso lo streaming online, la soluzione con lo storage interno al NUC va benissimo. Tuttavia, se siete dei collezionisti seriali di file musicali alle più alte risoluzioni possibili, il consiglio è quello di utilizzare un sistema NAS (Network Attached Storage) per la gestione centralizzata delle librerie.

Come trasformare un ASUS NUC in un Roon ROCK Server: guida all’installazione

Per trasformare il vostro ASUS NUC in un Roon Server dedicato, è necessario installare un sistema operativo minimalista e ottimizzato chiamato Roon Optimized Core Kit (ROCK). Questo software, sviluppato da Roon Labs, trasforma il NUC in un Roon Core puro, garantendo stabilità e prestazioni massime. Una volta installato ROCK come sistema operativo, non avrete alcuna necessità di rimuovere nulla, in quanto avrete già una versione di Linux priva di qualsiasi componente superfluo. Senza superflui processi in background (come aggiornamenti automatici, driver di stampa o interfacce grafiche pesanti), la CPU può dedicarsi quasi esclusivamente al flusso audio. Meno “distrazioni” per il processore significano tempi di risposta immediati tra l’input del software e l’uscita del segnale. In altre parole, una latenza molto bassa.

Guida completa all’installazione di Roon ROCK su ASUS NUC

Questa guida vi accompagnerà passo dopo passo nell’installazione del sistema operativo ROCK sul vostro NUC ASUS.

Fase 1: Assemblaggio hardware del NUC

Apertura del NUC: Aprite delicatamente lo chassis del vostro NUC seguendo le istruzioni fornite dal produttore per accedere alla scheda madre.

Aprire lo chassis in modo da apportare le modifiche hardware.

Installazione dei componenti:

RAM: prima di manipolare i moduli RAM, assicuratevi di scaricare qualsiasi elettricità statica residua toccando una superficie metallica messa a terra (come un termosifone o il telaio del PC spento). Inserite la RAM negli slot appositi fino a sentire un click.

SSD M.2 (o SATA): installate l’SSD nello slot M.2 (o collegate l’SSD SATA e il relativo cavo di alimentazione, se applicabile). Fissatelo con la vite fornita.

Inserire l’SSD (posto a sinistra nella foto) e i moduli della RAM (a destra).

Modulo eMMC (se presente): Se il vostro NUC prevede un modulo eMMC, installatelo seguendo le indicazioni. Sarà su questo modulo che andrete a posizionare la vostra libreria musicale.

Richiusura: Una volta installati tutti i componenti, richiudete lo chassis del NUC.

Fase 2: Aggiornamento e configurazione del BIOS

Preparazione: collegate un monitor, una tastiera USB e un mouse USB al vostro NUC. Questi saranno necessari solo per la fase di configurazione iniziale, pertanto non comprateli appositamente, ma riciclateli se possibile da un computer esistente.

Aggiornamento BIOS: è vivamente consigliato di aggiornare il BIOS all’ultima versione disponibile. Visitate il sito di supporto ASUS per il vostro specifico modello di NUC. Scaricate l’ultima versione del BIOS e seguite attentamente le istruzioni del produttore per l’aggiornamento. Di solito, questo comporta la copia del file del BIOS su una chiavetta USB e l’utilizzo della funzione di flash del BIOS integrata nel NUC (spesso chiamata EZ Flash o simile).

Il pannello posteriore dell’ASUS NUC con le porte d’ingresso USB per poter installare il software, come viene spiegato nell’articolo.

Configurazione BIOS per ROCK: Questo passaggio è cruciale per permettere l’installazione di sistemi operativi non certificati. Accendete il NUC e premete ripetutamente il tasto indicato per entrare nel BIOS (solitamente F2 o Canc). Navigate tra le impostazioni del BIOS e modificate i seguenti parametri (la denominazione esatta può variare leggermente a seconda del modello di NUC e della versione del BIOS). A questo punto, disabilitare “Secure Boot”, quindi cercate l’opzione “Secure Boot” (spesso in “Security” o “Boot”) e impostarla su “Disabled”.

Abilitare “Legacy Boot” (se disponibile): in alcuni BIOS più datati, potrebbe essere necessario abilitare “Legacy Boot” o “CSM” (Compatibility Support Module). Nei NUC più recenti, potrebbe non essere necessario.

Configurare l’ordine di boot: assicuratevi che il NUC possa fare il boot da USB. Potreste dover impostare l’ordine di boot dando priorità alle unità USB. A questo punto, salvate le modifiche ed uscite dal BIOS.

Fase 3: creazione della chiavetta USB di installazione di ROCK

PC di appoggio: avrete bisogno di un secondo PC (Windows, MacOS o Linux) per preparare la chiavetta USB.

Download BalenaEtcher: scaricate il software BalenaEtcher da questo link:
https://www.balena.io/etcher/

Download immagine ROCK: scaricate l’immagine del sistema operativo ROCK da installare. Assicuratevi di scaricare l’immagine specifica per i NUC:
https://download.roonlabs.net/builds/roonbox-linuxx64-nuc4-usb-factoryreset.img.gz

Creazione chiavetta USB: inserite una chiavetta USB (minimo 8GB) nel PC di appoggio. Attenzione: tutti i dati presenti sulla chiavetta verranno cancellati. Avviate BalenaEtcher. Cliccate su “Flash from file” e selezionate l’immagine roonbox-linuxx64-nuc4-usb-factoryreset.img.gz che avete appena scaricato. Cliccate su “Select target” e scegliete la vostra chiavetta USB. Cliccate su “Flash!” e attendete il completamento del processo. Questo creerà una chiavetta USB auto-eseguibile per l’installazione di ROCK.

Fase 4: installazione di Roon ROCK sul NUC

Inserimento chiavetta USB: inserite la chiavetta USB appena creata in una delle porte USB del vostro NUC.

Avvio del NUC: accendete il NUC. Il NUC dovrebbe avviarsi automaticamente dalla chiavetta USB e iniziare il processo di installazione di ROCK.

Processo d’installazione: La procedura di installazione è generalmente automatica e non richiede particolari interazioni. Il sistema installerà ROCK sull’SSD interno del NUC. Durante il processo, potreste vedere varie schermate di testo che mostrano l’avanzamento in corso. Al termine dell’installazione, il NUC si riavvierà automaticamente.

Ecco come apparirà sul monitor la fase del Roon ottimizzato tramite il Kit sul vostro PC.

Primo avvio e configurazione remota: al riavvio, il NUC dovrebbe caricare Roon ROCK dal suo SSD interno. A questo punto, potete scollegare monitor, tastiera e mouse, in quanto Roon ROCK è progettato per essere gestito completamente da remoto. Utilizzate l’app Roon sul vostro PC, Mac, tablet o smartphone per rilevare il NUC nella vostra rete. Seguite le istruzioni nell’app Roon per completare la configurazione iniziale del vostro Core. Normalmente il sistema rileva una nuova versione che verrà aggiornata automaticamente.

L’installazione di ROCK richiede un po’ di manualità e attenzione, ma la soddisfazione finale è immensa. Avrete assemblato e configurato un server Roon dedicato con le vostre mani, ottimizzato per le massime prestazioni audio, che diventerà il vero cervello del vostro sistema Hi-Fi, permettendovi di godere della musica liquida con una qualità e una comodità senza precedenti. L’ecosistema ASUS NUC, abbinato a Roon ROCK, rappresenta la soluzione ideale per chi cerca prestazioni elevate, flessibilità e un’esperienza d’ascolto senza compromessi!

Giuseppe D’Agata

Questo articolo è stato pubblicato nel numero n.001/26 di AUDIOPHILE Hi-Fi Magazine e il link per l’acquisto è QUI 🌐

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