Abbiamo intervistato il fondatore e patron dell’etichetta indipendente BirdBox Records, della quale abbiamo allegato in questo numero un sampler con brani del suo catalogo, nata con il preciso scopo di fornire un’esperienza d’ascolto di assoluta qualità e veridicità, e con la possibilità, nell’imminente futuro, di poter presentare non solo titoli legati al jazz, ma anche alla musica classica.

Lorenzo Vella, il sogno com’è diventato realtà? Nel senso, come è riuscito a trasformare il desiderio di dare vita a un concetto di musica registrata in modo controcorrente, ossia basata su una filosofia analogica, in una dimensione fattiva rappresentata dall’etichetta BirdBox Records e dallo studio di registrazione Nightingale Studios?

Fin da bambino, grazie a mio padre, sono stato immerso in un mondo sonoro ricco e variegato. Ricordo le lunghe sessioni d’ascolto di vinili, CD e nastri, la cura maniacale per l’impianto Hi-Fi, le discussioni appassionate sulle sfumature timbriche di ogni strumento. Questa educazione musicale ha plasmato la mia sensibilità e il mio approccio alla musica, instillando in me un profondo rispetto per la qualità del suono. Il sogno di BirdBox Records e Nightingale Studios è nato proprio da questa passione, dalla volontà di creare uno spazio dove la musica potesse essere registrata e ascoltata nella sua forma più autentica. In un’epoca dominata dal digitale, ho sentito l’esigenza di riscoprire il calore e la profondità del suono analogico, la sua capacità di trasmettere emozioni in modo più intenso e coinvolgente.

Non è stato un percorso facile. All’inizio, molti mi consideravano un visionario, un romantico fuori dal tempo. Ma la mia determinazione e la mia fede in questo progetto mi hanno permesso di superare gli ostacoli. Ho investito tempo, energie e risorse per acquisire attrezzature analogiche di alta qualità, per creare un ambiente di registrazione che favorisse la creatività e l’interazione tra i musicisti. Così, Nightingale Studios è diventato un luogo d’incontro per artisti che condividono la mia visione, che credono nella potenza del suono analogico e nella sua capacità di emozionare. BirdBox Records è nata come naturale estensione di questo progetto, un’etichetta discografica che valorizza la qualità artistica e sonora delle produzioni, che crede nella bellezza del vinile e nella sua capacità di creare un’esperienza d’ascolto unica. Il sogno è diventato realtà grazie alla passione, alla perseveranza e alla collaborazione con artisti e professionisti che hanno creduto in questo progetto. Ma soprattutto, grazie alla musica stessa, alla sua capacità di ispirare e di unire le persone.

Lorenzo Vella, fondatore e patron della BirdBox Records e del Nightingale Studios a Palombara Sabina, vicino a Roma.

Come avviene la scelta di un nuovo progetto discografico? E, soprattutto, tale scelta parte anche dalla consapevolezza degli stessi artisti ed interpreti di ottenere, a livello di risultato improntato a un concetto audiofilo, un prodotto decisamente elitario, se non addirittura “esoterico”?

La scelta di un nuovo progetto discografico è un atto di profonda immersione in un universo sonoro, un viaggio che inizia ben prima della prima nota registrata. È un’alchimia delicata, dove l’istinto artistico si fonde con una visione produttiva che trascende la mera registrazione. Per me, ogni progetto è un’esplorazione, un’indagine nelle profondità dell’espressione musicale. Non inseguo formule di successo preconfezionate, ma l’unicità di una voce, di un linguaggio musicale che osi rompere gli schemi. Sono attratto da artisti che non temono di sperimentare, di mescolare generi, di creare paesaggi sonori inesplorati. La qualità audiofila non è un optional, ma un imperativo etico. La musica è un’esperienza sensoriale complessa, fatta di sfumature, di dinamiche, di silenzi. Negare all’ascoltatore la possibilità di coglierne ogni dettaglio è come privarlo di una parte essenziale dell’opera, come censurare un’emozione. Gli artisti che mi affascinano possiedono, prima di tutto, un grande senso dell’umanità nei rapporti interpersonali. Alla mia età, l’amicizia e il rispetto reciproco sono pilastri fondamentali, ben prima di ogni logica commerciale. Poi, devono essere musicisti che non si accontentano della superficie, che ricercano la profondità, che si interrogano sul potere evocativo della musica e che donano al pubblico melodie e armonie che toccano l’anima.

La mia sfida è creare un ambiente in cui la loro visione possa fiorire, dove ogni elemento, dalla scelta dei microfoni alla cura del mastering analogico, sia al servizio della loro arte. Ogni strumento, ogni tecnica, ogni scelta è un tassello di un mosaico sonoro che deve riflettere l’autenticità dell’artista. Amo lavorare con chi non si accontenta, con chi cerca l’essenza della musica, con chi vuole lasciare un segno indelebile. Credo che la musica abbia il potere di trasformare, di elevare, di connettere le anime. Il mio compito è quello di far sì che questa magia arrivi intatta all’ascoltatore. In un’epoca dominata dalla fretta e dalla superficialità, credo che ci sia un bisogno crescente di bellezza, di profondità, di autenticità. La musica, quando è vera, quando è sentita, può essere una risposta a questo bisogno. Il mio lavoro è quello di far sì che questa risposta risuoni con la massima chiarezza e potenza.

Un’ulteriore attenzione, come ho avuto modo di constatare, è data anche al packaging, che sia indirizzato al vinile, al CD e al nastro. Una cura che va anch’essa decisamente controcorrente, in un’epoca votata all’ascolto “mordi e fuggi” e a un prodotto finale squallidamente massificato. In che cosa si differenzia, per spiegarlo meglio ai nostri lettori, questa scelta di cura anche per ciò che c’è “intorno” al prodotto sonoro, a livello di confezione?

Uno scorcio delle consolles di mixaggio.

L’attenzione che dedico al packaging, lungi dall’essere un mero esercizio di stile, rappresenta la quintessenza della mia filosofia artistica. In un’epoca dominata dalla fugacità digitale, dove l’esperienza d’ascolto è spesso ridotta a un algoritmo, il packaging diviene un atto di resistenza, una dichiarazione d’intenti. Il vinile, con la sua maestosità tattile e visiva, è un tempio sonoro. Ogni copertina è una tela, ogni solco un sentiero verso l’anima dell’opera. Il CD, pur nella sua apparente modestia, può trasformarsi in un écrin di tesori, un compendio di arte e informazione. E il nastro, con il suo fascino analogico e la sua purezza sonora, è un oggetto di culto, un simbolo di un’epoca in cui l’ascolto era un rito sacro.

La mia imminente innovazione nel packaging, in particolare per il master tape, trascenderà ogni standard conosciuto. Non sarà un semplice contenitore, ma un’opera d’arte a sé stante, un oggetto che dialoga con la musica, che ne amplifica l’essenza. I materiali saranno scelti con cura maniacale, le finiture saranno un inno all’artigianalità, il design sarà un’ode all’eleganza. Al momento, perdonatemi, non posso anticipare altro. In un mondo dove il suono è compresso, l’immagine è pixellata e l’oggetto è usa e getta, la mia visione è un’oasi di bellezza e autenticità. Ogni dettaglio, dalla grana della carta alla lucentezza del nastro, sarà un invito all’ascolto consapevole, un’esperienza sinestetica che coinvolge tutti i sensi. Non si tratta di nostalgia, ma di una riappropriazione del valore dell’arte. La musica non è un file, ma un’esperienza olistica, un viaggio che inizia ben prima del primo accordo. Il packaging è il prologo di questo viaggio, un preludio che ti prepara all’incontro con il suono. La mia è una ribellione silenziosa, un atto d’amore verso la musica e verso chi la ama. In un mondo che corre veloce, io rallento il tempo, offrendo un’esperienza d’ascolto che è un’opera d’arte a sé stante.

Il leggendario registratore a bobine Studer utilizzato da Lorenzo Vella.

Un’ultima domanda, più che altro una curiosità. Perché ci sono nel catalogo della BirdBox Records solo registrazioni dedicate al jazz e non alla classica, più precisamente alla musica solistica e a quella cameristica? E, in un prossimo futuro, pensa di dedicare spazio anche a incisioni pensate a questa espressione di musica colta?

Con sommo piacere accolgo la sua curiosità, poiché tocca un punto nevralgico della mia visione artistica, un’indagine che va oltre i confini del jazz, pur essendo questo il fertile terreno in cui BirdBox Records ha germogliato. La musica, in ogni sua sfaccettatura, è un idioma universale, un’eloquenza che merita di essere sondata e celebrata con pari ardore e dedizione. L’assenza di incisioni di musica classica nel nostro catalogo, fino a questo momento, è stata una scelta dettata più da circostanze tecniche e logistiche che da una precisa volontà artistica. La registrazione della musica classica, specie quella solistica e cameristica, richiede un approccio radicalmente differente rispetto al jazz. Gli spazi di ripresa, le dinamiche sonore, la strumentazione, concorrono tutti a delineare un quadro assai più complesso e delicato. La mia devozione per la registrazione analogica su nastro da mezzo pollice, sebbene offra una qualità sonora insuperabile, ha finora rappresentato una sfida significativa per le registrazioni in esterna, spesso indispensabili per la musica classica. Tuttavia, sono entusiasta di annunciare che ho recentemente superato questo limite tecnico. Ho arricchito il mio arsenale con una console EMT-FRANZ MM40 A400 Multioutput Mixsystem a 16 tracce, un vero e proprio capolavoro dell’ingegneria analogica tedesca. Questo strumento mi permette di catturare e mixare in presa diretta, su nastro da mezzo pollice, anche le performances più complesse, garantendo una fedeltà sonora senza compromessi. Per le sessioni in studio, continuo ad affidarmi all’iconica console americana MCI JH636, un’eccellenza nel mondo dell’audio analogico.

Proprio in questi giorni, sto lavorando al missaggio di alcune registrazioni di musica classica, in particolare trascrizioni di Scarlatti eseguite all’organo a canne. Il suono maestoso e avvolgente di questo strumento, unito alla purezza della registrazione analogica, ci sta regalando emozioni uniche. Nutriamo la speranza di poter presentare queste incisioni al prossimo evento audio di Milano e Padova, dove potremo finalmente condividere con il pubblico la nostra passione per la musica classica. Il mio intento è quello di creare un catalogo che abbracci la musica in ogni sua forma, dalla purezza del suono acustico alla complessità delle partiture classiche. Voglio offrire agli ascoltatori un’esperienza sonora che sia al contempo autentica e coinvolgente, capace di esaltare la bellezza e la potenza della musica. Sono fermamente convinto che la musica classica, con la sua ricchezza e la sua profondità, possa trovare in BirdBox Records un’etichetta capace di valorizzarla e di farla riscoprire al pubblico.

Ancora Lorenzo Vella, al centro della foto, con alcuni artisti che hanno registrato nel suo studio.

Andrea Bedetti

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