Con chiarezza e lucidità d’intenti, Luca Ciammarughi ha scritto un’illuminante biografia dedicata al sommo pianista bresciano, riuscendo a condensare la sua vita e l’opera in un agile libretto di poco più di cento pagine, prendendo come linea guida la produzione discografica

Ci sono molti modi di poter raccontare la vita e l’opera di grandi musicisti e interpreti senza per questo dover impiegare tonnellate di inchiostro e di carta, ben sapendo, però, di dover prestare il fianco a coloro che, di fronte a un libretto di poco più di cento pagine dedicato a un sommo come lo fu Arturo Benedetti Michelangeli, sono già pronti a storcere la bocca e ad arricciare il naso, perché a loro dire in questi casi la concisione, l’essenzialità e la condensazione in fatto di spiegazioni e di notizie rischiano di trasformare la biografia in sé alla stregua di un vituperato e snobbato “Bignami” (coloro che viaggiano sulla mia stessa linea anagrafica sanno perfettamente a che cosa mi riferisco).

Eppure, dopo aver letto l’ultima fatica saggistica di Luca Ciammarughi, dedicata per l’appunto al grandissimo pianista bresciano, del quale lo scorso anno si è ricordato il trentesimo anniversario della sua morte avvenuta a Lugano, non posso fare a meno di ammettere che il giovane collega milanese, raccontando ciò che è stato Arturo Benedetti Michelangeli in un libercolo che ammonta a ben, si fa per dire, centoundici paginette edito dalle Edizioni Curci e intitolato Arturo Benedetti Michelangeli. Il mistero di un genio, ha saputo confezionare uno scritto che dimostra perfettamente come l’arte di saper scrivere non significhi necessariamente sacrificare foreste e cisterne di china a profusione.

Questo perché Ciammarughi, e ciò non avviene per la prima volta nei suoi libri, ha la rara capacità di scrivere senza dover per forza orpellare o sovraccaricare la materia esplicativa, ma restando sempre aderente a una concezione di scrittura che rimanda alla grande tradizione anglosassone, ossia quella di saper raccontare per essenziali linee maestre. In questo caso, la linea maestra seguita dal pianista e saggista meneghino è stata quella della produzione discografica del sommo bresciano che, come si sa, coerente con le sue predilezioni e aderenze estetiche, non è vastissima, anche prendendo in considerazione gli immancabili bootlegs. Così, in dodici striminziti capitoletti, sempre intrisi di sottile equilibrismo stilistico, Ciammarughi prende per mano il lettore (che non deve mai dimenticare di essere anche, obbligatoriamente, un ascoltatore) e avanzando tra cronologia biografica, sviluppo della personalità artistica di ABM e la già citata produzione discografica, crea dei veri e propri pictures at exhibition, nel senso che ciò che il pianista bresciano riuscì a fissare nello studio discografico diviene, di volta in volta, materia di indagine per focalizzare un determinato autore, dagli amati clavicembalisti italiani arrivando fino a Ravel, in modo da spiegare, anche con l’apporto di preziose, precise e puntuali testimonianze altrui, come l’arte interpretativa di Benedetti Michelangeli abbia saputo plasmare quelle determinate composizioni, quelle pagine, quelle architetture sonore con la sua stratosferica sensibilità di uomo e, appunto, di genio. Ecco, allora, che ogni capitolo diventa un quadro, un’immagine capaci di far capire al lettore/ascoltatore (il quale, a mio modestissimo parere, dovrebbe leggere questo delizioso libretto ascoltando di pari passo quanto ha di ABM nella sua discoteca, in modo da comprendere meglio in profondità quanto enunciato da Ciammarughi) quei meccanismi interpretativi che sono tutti figli di un’implacabile visione estetica ed umana, quest’ultima non immune da inevitabili e comprensibili “debolezze” e “difetti”, le quali hanno reso possibile la creazione dell’artista Benedetti Michelangeli, splendidamente e magicamente commovente nella sua unicità.

Andrea Bedetti

Luca Ciammarughi – Arturo Benedetti Michelangeli. Il mistero di un genio

Edizioni Curci pp. 111 2025

pubblicato nel numero GRooVE back magazine n.007/26 e il link al sito https://www.referencemusicstore.com/collections/groove-back-magazine

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