In occasione del 150° anniversario della nascita del grande compositore francese, la DG ha pubblicato la registrazione delle sue opere per pianoforte e dei suoi concerti orchestrali con il giovane pianista sudcoreano, vincitore del concorso Chopin di Varsavia nel 2015. Michele Benignetti ci parla del doppio CD dedicato alle pagine per solo piano.

Un’incisione discografica è una sorta di lascito. Per un interprete, questa è una delle prove di maggiore difficoltà. Quando quella piccola luce rossa di telecamere e microfoni si accende, cala un senso di responsabilità. Ci si sente esposti, come mai prima, al giudizio del pubblico e della storia. Il pensiero che ciò che si eseguirà resterà impresso nelle memorie presenti e future, è un fardello pesante con il quale ogni artista deve convivere. Nella sala di registrazione non si è soli. Oltre a tecnici, ingegneri del suono e assistenti, si avverte, vivida, la presenza di tutti i grandi interpreti che hanno inciso quelle stesse note. Essi sono testimoni eterni, giudici e carnefici della prova dell’interprete. 

Per il pianista sudcoreano Seong-Jin Cho, vincitore nel 2015 del prestigioso concorso Chopin di Varsavia, in questo doppio CD della Deutsche Grammophon, dedicato a tutte le composizioni per pianoforte solo di Maurice Ravel, la sfida è titanica. Non solo per la quantità di materiale musicale registrato ma, soprattutto, per la complessità della scrittura. Ogni singolo brano esige la più grande ricerca interpretativa, affinché ogni nota, frase, accordo, legatura e fraseggio possano rispondere alle indicazioni del compositore. Come ci suggerisce il titolo di una delle opere di Ravel qui registrate, Miroirs, ovvero “specchi”, un disco è il sunto massimo di ore di studio, prove e concerti. Tutte queste esperienze si condensano in poche giornate di registrazione, nelle quali il riflesso di anni di lavoro sarà immortalato. Il giovane Cho racconta di come già all’età di undici anni si fosse avvicinato alla musica di Ravel, trovandola incredibilmente complessa, studiando l’Alborada del Gracioso, il quarto e difficile brano dei cinque tempi che formano la suite di Miroirs. Le partiture di Ravel sono ricche di puntigliosi dettagli, di richiami e citazioni, di ammiccamenti a stili musicali vicini e lontani. Esse nascono e maturano in un periodo storico nel quale Parigi era il centro del mondo, un turbinio di culture, di intelletti vorticanti e di inarrestabili personalità artistiche.

Seong-Jin Cho si avvicina a queste opere così complesse con la freschezza e l’energia di chi domina ormai da tempo le scene internazionali e lo fa a dieci anni di distanza da quella straordinaria vittoria al prestigioso concorso pianistico polacco, evento che ha senza dubbio segnato l’inizio della sua ascesa ai grandi palcoscenici di tutto il mondo, senza contare che quest’anno si celebra anche il 150° anniversario dalla nascita di Maurice Ravel, una ricorrenza che la Deutsche Grammophon ha deciso di omaggiare con due pubblicazioni dedicate al compositore francese. Così, a questo primo disco solistico ne è seguito un secondo, pubblicato nel febbraio di quest’anno, che raccoglie i concerti per pianoforte e orchestra, registrati con la Boston Symphony Orchestra sotto la direzione di Andris Nelsons e con al pianoforte sempre il giovane Seong-Jin Cho. 

Ecco, allora, che tra compositore ed interprete si instaura un legame sublime. Cho, come Ravel, è stato allievo del Conservatorio Superiore di Musica e Danza di Parigi, ad oggi una delle migliori scuole di musica a livello planetario. Il pianista coreano ricorda con nostalgia i tempi in cui ne era studente, solo, lontano da casa, in una città straniera. E sono proprio i Valses Nobles et Sentimentales a riportare alla luce questi ricordi. La sua limpida interpretazione si fa strada nella nebbia parigina, lasciando trasparire, con leggerezza, emozioni passate. Un viaggio nell’intimità del suo animo. 

Ravel entrò al Conservatorio di Parigi per studiare pianoforte ed armonia nel 1889. Ne uscì qualche anno dopo, senza alcun particolare riconoscimento. Dieci anni più tardi vi fece ritorno come allievo di composizione di Gabriel Fauré. Il suo lavoro però non fu mai apprezzato nell’ambiente accademico. Infelice, abbandonò ancora una volta il conservatorio. Anche la sua partecipazione a uno dei maggiori concorsi di composizione dell’epoca, il celebre Prix de Rome, fu anch’essa fallimentare, visto che alle quattro partecipazioni seguirono altrettanti insuccessi. La situazione che si venne a creare fu, a dir poco, paradossale, poiché il suo talento era indiscusso, al punto che la stessa stampa si interessò alla questione, tanto fu il clamore generato dalle sue sconfitte. 

Questo antefatto ci aiuta a capire quanto questo disco sia molto più di una semplice celebrazione.  Non è un compendio discografico o una tappa obbligatoria per sancire la ribalta di un interprete: questo è un dono che ci viene offerto, al quale vale la pena di dedicare il nostro ascolto più sincero. La figura di Ravel non è solo di straordinario valore artistico. È un simbolo di come la passione e la tenacia siano un baluardo inespugnabile contro le prove e le avversità della vita. Una volontà ferrea di costruirsi un destino, credendo in qualcosa che per molti è inimmaginabile. 

Ogni traccia incisa, è un quadro, che ci trasporta in un mondo di purezza. Cho affronta questi brani così diversi tra loro, quasi fossero scene di un balletto, con sicurezza. Cambia la scenografia e l’ambientazione, ma tutto è parte di qualcosa di unico. La varietà di scrittura tra i componimenti è infinita. Cho riesce a mettere in evidenza una quantità indescrivibile di voci e timbri diversi, sfruttando la ricchezza della partitura, con una precisione assoluta che fa immaginare qualcosa che solo la musica può evocare. Suggestioni sonore che creano una sensazione di realtà. Il virtuosismo di Scarbo, l’eleganza antica delle danze del Tombeau de Couperin, la leggerezza zampillante di Jeux d’eau: ogni composizione è un frammento di vita, poiché il giovane pianista sudcoreano si distingue sempre per la sua precisione, la fedeltà al testo e per la sua raffinatezza, offrendo un’esperienza di ascolto giovane, ma profonda. Un racconto moderno, così come un viaggio nell’animo dell’uomo.

Michele Benignetti

Maurice Ravel – The Complete Works for Solo Piano 

Seong-Jin Cho (pianoforte) 

2CD Deutsche Grammophon – 486 681-4

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