In questa nuova puntata dedicata al magico mondo dell’ascolto analogico, Andrea Bin affronta una serie da culto del vinile, ossia la RCA Living Stereo, presentando alcuni titoli che non possono assolutamente mancare nella discoteca di ogni appassionato
Nelle scorse puntate ho cominciato a parlarvi dei dischi pubblicati in quel periodo noto come l’“età dell’oro” del vinile, vale a dire il periodo di tempo compreso tra la seconda metà degli anni Cinquanta e la prima metà degli anni Sessanta del secolo scorso. Allora il mondo stava ancora riprendendosi dalle profonde ferite inferte dal secondo conflitto mondiale, e un segno tangibile di questa ripresa fu il crescente benessere economico che cominciò a diffondersi nei vari strati della popolazione. Così, le famiglie poterono permettersi le auto, gli elettrodomestici e, perché no, anche le nuove apparecchiature che cominciavano ad affacciarsi sul mercato per un ascolto di qualità della musica. Negli Stati Uniti imprenditori come Saul Marantz, Franck McIntosh, Avery Fisher, H.H. Scott e Paul Klipsch si lanciarono con coraggio nel nuovo business, offrendo al nuovo ceto benestante il privilegio di avere nel salone di casa propria apparecchi all’avanguardia, che consentivano un livello di fedeltà nella riproduzione della musica impensabile fino a pochi anni prima.
Qui in Europa, marchi come Garrard, Leak, Quad e Radford reinventarono e riproposero in un modo del tutto inglese, con soluzioni tecniche ed estetiche nuove ed originali, le apparecchiature adatte a un ascolto della musica ad alta fedeltà. Era però evidente la necessità di utilizzare queste nuove apparecchiature con dei supporti fonografici di qualità adeguata dal punto di vista dei programmi musicali proposti e del suono; fu così che le case discografiche, come la RCA e la Mercury in America, e la EMI/Columbia e la Decca in Europa, cominciarono a mettere sul mercato dischi che proponevano gli artisti più famosi del momento sul nuovo supporto in vinile e con la qualità del nuovo formato stereofonico, da poco disponibile sul mercato.
Questi dischi hanno superato la barriera del tempo, e ancora oggi sono ricercati da appassionati e collezionisti, nonché ristampati dalle major e da coraggiosi imprenditori che hanno creato piccole etichette indipendenti come Chesky Records, Classic Records e Analogue Productions dedicate a questi vinili. Di Elvis Presley e della spinta che gli introiti del suo contratto con la RCA diedero alla nascita della serie RCA Living Stereo vi ho già raccontato, come pure vi ho spiegato di Jack Pfeiffer, il padre della suddetta serie, il quale ebbe il merito di produrre nel giro di pochi anni, con la collaborazione di capaci tecnici e ingegneri del suono come Richard Mohr, Charles Gerhardt, Lewis Layton, Leslie Chase e Kenneth Wilkinson, quei dischi che sono entrati nella storia delle incisioni discografiche. A quei tempi venivano utilizzati microfoni Neumann, come il mitico U47 e gli M49 e M50, e gli RCA ribbon, mentre i registratori a bobine erano tipicamente gli Ampex 300-3 a tre piste, nei quali la terza pista era utilizzata per realizzare il cosiddetto “center filling”, ossia il canale centrale di cui gli amplificatori dell’epoca erano dotati, e che serviva a rendere più corposa la parte centrale del fronte sonoro stereofonico, svuotato dalla consistente separazione tra i canali tipica dei dischi di allora, voluta dal marketing delle case discografiche per rendere più marcato ed evidente il nuovo effetto stereo. Le apparecchiature di allora avevano specifiche tecniche che oggi sono disponibili in un cellulare, con gli Ampex della serie 300 che dichiaravano una risposta in frequenza a -3 dB da 30 Hz a 15 kHz e con i cutter, cioè le testine di incisione, Westrex che offrivano un rapporto segnale/rumore pari a 50 dB e una separazione tra i canali pari a 30 dB. Ma oltre a queste pur limitate specifiche, c’era una cosa che tutte queste macchine avevano in comune, e che forse ci dà una spiegazione dell’altrimenti inspiegabile magia sonora che i grandi dischi dell’età dell’oro erano e sono ancora oggi in grado di offrire: erano tutte valvolari.
In seguito, riporterò per ogni disco il suo numero di catalogo RCA, con i compositori, gli interpreti e il programma musicale proposto come riportati sul disco. I primi dischi che passerò in rassegna sono quattro titoli dedicati a compositori del vecchio continente, per la precisione Béla Bartók (LSC-1934 Bartók, Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner – Concerto for Orchestra, e LSC-2374 Bartók, Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner – Music for Strings, Percussion and Celesta / Hungarian Sketches), oppure Modest Musorgskij (LSC-2201 Mussorgsky/Ravel, Fritz Reiner, Chicago Symphony Orchestra – Pictures at an Exhibition), e ancora Nikolaj Rimskij-Korsakov (LSC-2446 Rimskij-Korsakoff, Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner - Scheherazade), dischi capaci di rendere con la dovuta dinamica e l’ampio respiro sonoro del vinile tutta l’energia di queste classiche pagine orchestrali.



Se preferite ascoltare qualche altro autore europeo, allora vi consiglio LSC-2341 Saint-Saëns, Boston Symphony Orchestra, Charles Munch – Symphony No. 3 “A Stereo Spectacular”, un vinile che sarete felici di avere sullo scaffale della vostra discoteca: registrazione del 1959 curata da Richard Mohr e Lewis Layton, con Charles Munch che dirige la BSO in una pagina sinfonica nella quale troviamo protagonista anche l’organo. Ma non è certo quest’ultimo l’unico disco dedicato ai compositori europei, ancora Reiner e Munch per due titoli di riguardo nella serie, ossia LSC-2222 Debussy/Ravel, Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner - Iberia / Alborada Del Gracioso / Valses nobles et sentimentales, dal suono molto naturale ma non esaltante, e LSC-2111 Debussy/Ibert, Boston Symphony Orchestra, Charles Munch - La Mer / Escales, quindi ancora Debussy, questa volta insieme con il connazionale Jacques Ibert, per un altro titolo tra i più famosi e apprezzati della serie.
Un caso particolare è quello del disco dedicato a un altro famoso compositore francese e a una delle sue pagine più conosciute, sto parlando di LM-1900 – LSC-1900 Berlioz, Boston Symphony Orchestra, Charles Munch - Symphonie fantastique. I due codici di catalogo che ho riportato sono quello della versione monofonica pubblicata nel 1955, e quello della versione stereofonica, già reperibile dal 1956 come nastro a quattro tracce stereo GCS 6, ma che per motivi tuttora ignoti non fu poi pubblicata su vinile. Tutto ciò creò intorno al disco una vera leggenda, e c’è chi dice che in realtà il disco fu pubblicato e ci fu chi arrivò ad offrire la cifra astronomica di quindicimila dollari per una copia stereofonica, che fu in realtà disponibile solo diversi decenni dopo, per l’esattezza nel 1994, con la ristampa da parte di Classic Records. Nessun dubbio sull’esecuzione, dato che c’era Charles Munch sul podio, mentre per quanto riguarda il suono circola voce che la versione su nastro a sette pollici e quattro tracce suoni molto meglio della stampa monofonica su vinile, e suoni simile, ma con una migliore resa del registro basso, della ristampa Classic Records ad alta grammatura. Il disco compare nella “Super LP List” di Harry Pearson pubblicata nel 2017 su The Absolute Sound nella sezione “Special Merit (Classical)”.

Da menzionare sono anche altri titoli dedicati a compositori e a scuole musicali, prima fra tutte quella italiana con lo stupendo LSC-2313 AA.VV. / Orchestra of the Royal Opera House, George Solti, Covent Garden (Kingsway Hall) – Venice, nel quale il direttore d’orchestra ungherese naturalizzato inglese, ci offre un programma tutto dedicato a compositori del nostro Paese. Il disco è famoso anche per il magnifico artwork dedicato a Venezia, realizzato con una copertina in formato libro, detta tip-on jacket, che riporta splendide vedute della città lagunare, con la prima di copertina finemente incisa come una finestra, detta die-cut, attraverso la quale traspare la veduta di un canale, e un ricco libretto di sei pagine. Sul disco, oltre ai meravigliosi archi RCA nel primo atto della Traviata, è presente anche il rumore della metropolitana di Londra, avvertibile alla fine della prima facciata. La Kingsway Hall era infatti famosa per il rumore della linea metropolitana Aldrich-Holborn, che gli ingegneri del suono della Decca non riuscirono mai a eliminare del tutto. La leggenda vuole che Kenneth Wilkinson, il fautore della celeberrima tecnica microfonica denominata Decca tree, in quanto la sua struttura assomigliava al tronco e ai rami di un albero, e la Decca arrivarono a chiedere di dotare di ruote di gomma i treni che percorrevano quella linea.

Molteplici sono i titoli dedicati ad altre città e nazioni europee, come ad esempio LSC-2112 Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner – Vienna, oppure LSC-2230 Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner – Spain, o ancora LSC-2336 Grieg/ Sibelius, London Proms Symphony, Charles Mackerras – Finlandia, Music of Grieg and Sibelius. Questi ultimi due titoli sono particolarmente piacevoli, sia dal punto di vista del programma musicale proposto, sia da quello del suono e, in particolare, quello dedicato agli autori scandinavi non è forse mai stato considerato per i suoi indubbi meriti dai vari esperti come invece meriterebbe, al punto tale che è infatti considerato uno degli RCA underrated, cioè sottostimati.


Quando si parla di Fritz Reiner è opportuno ricordare che il direttore, che tanto ha contribuito al successo dei Living Stereo, ha anche inciso praticamente tutte le composizioni più famose di Richard Strauss, si veda ad esempio LSC-1807 Strauss, Chicago Symphony, Fritz Reiner – Also Sprach Zarathustra, Op. 30 e LSC-2077 Strauss, Vienna Philharmonic Orchestra, Fritz Reiner – Till Eulenspiegel / Death and Transfiguration, tanto per citare i due titoli forse più famosi.
Per gli amanti dei concerti per pianoforte e orchestra, la RCA affiancò a pianisti veterani già famosi come Anton Rubinstein giovani promettenti come Van Cliburn, che successivamente diede il suo nome al famoso concorso Van Cliburn International Piano Competition. Sul podio maestri della bacchetta come Krips, Wallenstein, Reiner, Kondrashin. In questo caso anche una prima lista è particolarmente corposa, citerei ad esempio LSC-2124 Beethoven, Artur Rubinstein, Symphony of the Air, Josef Krips – Concerto No. 5, In E-Flat, Op. 73 (“Emperor”), o anche LSC-2068 Rachmaninoff, Artur Rubinstein, Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner – Concerto No. 2, o ancora LSC-2566 Grieg, Falla, Liszt, Schumann, Prokofieff, Villa-Lobos, Artur Rubinstein, Alfred Wallenstein – Grieg Piano Concerto and Favorite Encores e LSC-2368 Chopin, Artur Rubinstein – The Chopin Scherzos, LSC-2252 Tchaikovsky, Van Cliburn, Kiril Kondrashin – Concerto No. 1 e per finire LSC-2355 Rachmaninoff, Van Cliburn, Symphony of the Air, Kiril Kondrashin – Concerto No. 3.
Per quanto riguarda Rubinstein, vista la sua notorietà all’epoca, la RCA raccolse nei suoi Living Stereo pagine di tutto il grande concertismo dell’Ottocento, come i concerti pianistici di Mozart, Beethoven, Chopin, Brahms, Grieg, Saint-Saëns. Non sono tra i grandi RCA dal punto di vista del suono, ma chi ama questi compositori e questi artisti è bene che comunque li tenga in considerazione. LSC-2068, ossia il vinile che presenta il Concerto n. 2 di Rachmaninov, si trova in due edizioni diverse, la prima è forse la più valida dal punto di vista del suono, ma anche più rara e costosa, e la seconda, disponibile in copie più tardive, nelle quali è stato aggiunto il Concerto n. 2 di Liszt. Il giovane Van Cliburn lo troviamo anche lui alle prese con Rachmaninoff in LSC-2355, in questo caso il concerto è il n. 3 (il disco vinse un Grammy nel 1960), e con il classico Concerto n. 1 di Čajkovskij in LSC-2252. Sono anch’essi dischi piacevoli sia per quanto riguarda l’interpretazione, sia per quanto concerne il suono, e li trovate in vendita a prezzi ragionevoli. Sul podio troviamo il direttore russo Kiril Kondrashin, molto legato a Dmítrij Šostakóvič, e unico direttore sovietico al quale fu concesso di entrare negli USA in quel periodo iniziale della Guerra Fredda. Di lui ritengo opportuno citare un altro disco dove compare come direttore, anche questo famoso tra gli appassionati e oggetto di ristampe, LSC-2398 Khachaturian/Kabalevsky, RCA Victor Symphony Orchestra, Kiril Kondrashin – Masquerade Suite-The Comedians. Le copie 1s/1s in ottimo stato di questo disco sono vendute anche a settecento euro essendo il disco stato acclamato dai vari esperti, ma con venti euro vi portate a casa una ristampa RCA “no dog” del 1977 e vi potete godere comunque lo spumeggiante programma di questo titolo.

In questa prima parte abbiamo già visto tanti dischi della serie RCA Living Stereo che meritano a mio giudizio di stare sugli scaffali della discoteca di ogni appassionato, non perdete la prossima seconda parte, nella quale vi presenterò i titoli più prestigiosi di questa famosa serie di dischi.
Questo articolo è stato pubblicato nel numero n.009/26 di GRooVE back Magazine e il link per l’acquisto è QUI 🌐
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