Il nuovissimo amplificatore della Level by Levorato, nonostante le sue contenute dimensioni, è a dir poco generoso in fatto di dinamica ed è in grado di pilotare senza problemi anche diffusori di una certa importanza, a patto che vantino una più che buona sensibilità. Inoltre, questo amp rappresenta la ciliegina sulla torta per chi vuole ultimare la propria catena audio “modulare” con le altre elettroniche realizzate dalla casa veneta.

Ebbene sì, continuo a parlare degli apparecchi partoriti dalla Level by Pier Giorgio Levorato. E lo faccio non per biechi motivi d’interesse, come solo chi è in malafede può pensarlo, ma per un fatto che sarà chiaro e conclamato a tutti, ossia che le sue elettroniche sono fondamentalmente “modulari”, vale a dire ideali per dare vita a un impianto audio costruito su misura con i prodotti di questa linea. Così, dopo aver scritto su questa rivista del sorprendente amplificatore per cuffie Ahleluja e dell’affidabilissimo DAC/Streamer Arkangel, è ora la volta del finale di potenza Armaghedon, un appellativo che, come si vedrà, ben merita di essere trasposto dall’Apocalisse di Giovanni allo chassis di un apparecchio destinato a pilotare con energia diffusori anche di un certo peso e dimensione.

Per dare vita a questo ultimo suo prodotto, Levorato si è affidato ancora una volta a Franco Serblin, al quale, come ha raccontato lo stesso patron della Peter & Son, l’incarico del progetto. Ora, chi non ha mai ascoltato Levorato mentre spiega la genesi e le peculiarità dei suoi prodotti, non sa che cosa si perde, perché lo considero per la verve, la simpatia e per il modo tipicamente veneto di approcciarsi un personaggio da commedia goldoniana. Così, con il suo irresistibile modo di fare, Levorato ha spiegato che, dopo aver incaricato Serblin di progettare un finale di potenza che concludesse il cerchio della linea Level, si è visto arrivare un prototipo da 200 (!) watt per canale in classe D. E da qui è nata una scenetta con Levorato che ha storto un po’ il naso, perché, testuali parole, «volevo una cosa per audiofili come la intendo io, poiché l’audiofilo ha le orecchie un po’ più delicate di quella roba lì». A quel punto, Serblin lo ha dapprima mandato a ramengo, poi si è messo di buzzo buono, ha fatto un passo avanti, ha inviato a Levorato un secondo prototipo, con altrettanto storcimento di naso e conseguente invito di andare di nuovo a ramengo da parte di Serblin, finché al terzo giro, alla stregua di un Pantalone e di un Arlecchino, si sono finalmente messi d’accordo, con Levorato che, pienamente soddisfatto del lavoro fatto, ha avuto ciò che voleva, ossia l’Armaghedon, un 30 watt per canale in classe A ibrida.

Il prodotto

Così, con la benedizione finale di Levorato, il finale di potenza della linea Level è stato messo in commercio all’inizio di quest’anno e l’ho ricevuto per questa recensione. Ospitato in una solida scatola di cartone e bloccato da una spessa sagoma di polistirolo, l’Armaghedon viene venduto con un cavo di alimentazione e accompagnato da un libretto di istruzioni. Le misure di questo amplificatore sono ovviamente uguali a quelle degli altri componenti della linea in questione, in modo da essere impilati senza alcun problema e permettendo la loro dislocazione nell’ambiente di ascolto. Anche il peso dell’apparecchio è indicativo, visto che raggiunge appena i due chili e mezzo, il che può sorprendere, come si vedrà, per le prestazioni che riesce a offrire.

La livrea dello chassis non si discosta dagli altri componenti, visto che il pannello frontale, oltre al logo centrale rappresentato dalla A del nome, c’è solo un led, posto esattamente al centro della vocale. Appena si connette la spina del cavo di alimentazione, l’amplificatore si viene a trovare in stand-by: per accenderlo, si deve premere un pulsantino posto sul pannello inferiore a cui si può accedere grazie a una rientranza del pannello frontale. A quel punto, si attiva l’alimentazione ai circuiti con il conseguente inizio della fase di riscaldamento che viene indicata dal led frontale che lampeggia; quando il led cessa di lampeggiare, il finale di potenza è pronto all’uso, anche se è consigliabile attendere ancora almeno quindici minuti per dargli modo di dare prestazioni migliori. Il pannello posteriore, oltre alla vaschetta IEC, vede la presenza di un ingresso e di un’uscita trigger, in modo da collegare l’Armaghedon agli altri componenti della linea Level. L’altro ingresso è rappresentato da quello riservato, in RCA di ottima fattura, per il collegamento con il preamplificatore. Le uscite riguardano poi quelle per collegare l’amplificatore ai diffusori; qui, abbiamo una doppia opzione, in quanto l’Armaghedon può funzionare nella modalità stereo oppure in quella mono. Per attivare quest’ultima, si deve premere un pulsantino posto all’estrema destra del pannello: così, se si opta per la modalità stereo si dovranno collegare i cavi di potenza nelle due uscite poste al centro, come si può evincere dalle indicazioni riportate sul pannello stesso (contraddistinte dal colore nero), oppure se si sceglie la modalità mono, si dovrà farlo nelle uscite di color rosso. È ovvio, come suggerito dallo stesso Levorato, che permettendo all’Armaghedon di lavorare “a ponte”, si aumentino ulteriormente le prestazioni del finale di potenza, arrivando al punto di utilizzarne tre, due collegati ai bassi e uno ai medio-alti.

Se proprio devo fare un appunto alla livrea del finale di potenza della Level, riguarda il pannello superiore dotato di una griglia per dissipare il calore, da cui si può vedere il telaio interiore che non è perfettamente allineato, sia ben chiaro che è solo un appunto di ordine estetico che può essere evitato se si pone un altro componente della Level sopra l’Armaghedon. Così, dopo aver effettuato una quindicina di ore di rodaggio, sono passato all’ascolto del finale di potenza.

Il test di ascolto

Certo, mi ha fatto una certa impressione collegare i cavi di potenza ai miei diffusori a torre del peso di quasi cento chili l’uno con questo “piccoletto” per pilotarli! Ma, conscio del fatto che lo stesso Levorato aveva affermato che l’Armaghedon è in grado di pilotare fior di diffusori, a patto che abbiano un’ottima sensibilità (e i miei AM Audio Supreme dotati di due tweeter e quattro midrange per canale ne hanno, visto che arrivano a 92 dB), vinto lo scetticismo iniziale, ho cominciato la prova di ascolto.

Il pannello posteriore dell’amplificatore della Peter & Son.
Il pannello superiore del finale di potenza, dotato di una griglia per dissipare il calore, da cui si può vedere il telaio interiore che non è perfettamente allineato.

Ho concentrato il test sulla musica liquida e su quella di alcuni CD; ho cominciato con questi ultimi, con un trittico di titoli di buona e mediocre resa tecnica della registrazione. Il primo disco preso in esame è stato quello che vede András Schiff eseguire su clavicordo alcuni capolavori di Bach in un’ottima incisione della ECM. Il motivo di questa scelta è presto detto: il timbro del clavicordo (strumento prediletto dal Kantor, in quanto gli permetteva di suonare durante le ore notturne senza disturbare i suoi familiari) è assai flebile e la sua efficacia risiede, in fase di riproduzione, nello sfruttamento della microdinamica capace di esprimere le sfumature timbriche dello strumento. Concentrando la mia attenzione sull’ultimo brano della tracklist, la meravigliosa Fantasia cromatica e Fuga BWV903, mi sono reso conto che l’Armaghedon era in grado di offrire non solo quella necessaria microdinamica atta ad esaltare lo splendido strumento usato dall’artista ungherese, una copia del modello di Jacob Specken, risalente al 1743, ma andando a lavorare e a riproporre anche la debita profondità dello spazio sonoro, senza mai eccedere in enfasi, soprattutto alla luce di quanto riprodotto nel registro medio-acuto, così critico in questo tipo di strumenti barocchi.

Dopodiché, sono passato a quella che considero una delle peggiori prese del suono (e ne ha fatte tante!) effettuate dalla Deutsche Grammophon, quella che riguarda Les Préludes di Liszt con Herbert von Karajan e i fidi componenti della Berliner Philharmoniker, risalente al 1968. Avevo bisogno di una cattura del suono da incubo e di una massa orchestrale considerevole per ascoltare come il finale di potenza della Level se la sarebbe cavata. Ebbene, anche in questo caso il responso non ha deluso, in quanto l’Armaghedon di fronte al marasma delle sezioni orchestrali, a un suono atrocemente stridente nel registro acuto, a una compagine orchestrale talmente ravvicinata, al punto da costringere chi ascolta a un infausto cheek to cheek con essa, e a una dinamica a dir poco schizofrenica, nel senso che l’apparecchio non ha fatto altro che riproporre implacabilmente tutti questi difetti congeniti alla registrazione. Certo, la dinamica, soprattutto quando si presentava un massiccio tutti, non poteva far esplodere i diffusori (il confronto era impari visto che gli acuti e i medi nel mio impianto di riferimento sono disciplinati e incanalati dalla coppia di finali mono AM Audio B-130 Reference da un quintale l’uno) ma, in rapporto alle dimensioni e al numero di watt, non nego che mi sarebbe piaciuto ascoltare questo brano con un altro Armaghedon in modalità “a ponte”.

L’ultimo ascolto in CD è stato una via di mezzo in fatto di qualità tecnica, vale a dire una registrazione della EMI, risalente al 1961 e riversata sul dischetto argentato nel 2001, con il grande John Barbirolli dirigere la Messe Solennelle de Sainte Cécile di Charles Gounod, con l’Orchestre de la Société des Concerts du Conservatoire e le voci del soprano Pilar Lorengar, del tenore Heinz Hoppe e del basso Franz Crass. La magnifica direzione del direttore britannico è stata fissata abbastanza bene e le voci dei tre cantanti sono state restituite con precisione e duttilità dall’amplificatore di Levorato, senza impastarsi reciprocamente e con una scena sonora apprezzabile in fatto di veridicità.

Anche il test portato avanti con due titoli di musica liquida non ha abbassato l’asticella della resa dell’Armaghedon: questi titoli, entrambi della CBH Music, riguardavano le celeberrime Sinfonie “Scozzese” e “Italiana” di Mendelssohn dirette da Claudio Abbado con la London Symphony Orchestra, fissate dal leggendario Kenneth Wilkinson per la Decca nel 1968, e la Symphonie fantastique di Berlioz nella visionaria lettura di Dimitri Mitropoulos alla testa della New York Philharmonic Orchestra in un concerto tenuto nella città della grande mela nel febbraio del 1957. Ancora una volta, il “piccoletto”, ma si fa per dire, non ha fatto mancare dinamica, profondità e, visto che parliamo di composizioni in cui la compagine orchestrale si dispiega ai massimi livelli, di un respiro sonoro che in un amplificatore che ha le dimensioni di un tablet deve far riflettere. In bene, naturalmente.

Ecco come si presenta il finale di potenza all’interno della scatola di cartone, accompagnato da un cavo di alimentazione e dal libretto di istruzioni.

Conclusioni 

Cominciamo a fare i conti della serva: questo finale di potenza, IVA inclusa, può essere acquistato a 950 euro. Avete capito bene, meno di mille euro per una tigre che va a potenziare una catena audio di sicura efficacia. Dinamica, respiro, profondità, rispetto tonale non mancano a questo Armaghedon che, in fatto di rapporto prezzo/qualità può avere pochissimi confronti a sfavore. Inoltre, c’è un altro particolare da rimarcare: questo è il terzo prodotto della linea Level che ho ascoltato e valutato e, da quanto ho potuto appurare, chi volesse approntare una catena audio ad hoc, con un concentrato di qualità e di affidabilità di fronte a costi davvero irrisori, dovrebbe prendere in seria considerazione quanto messo a disposizione da Pier Giorgio Levorato, con l’Armaghedon che rappresenta per davvero la proverbiale ciliegina sulla torta.

Andrea Bedetti   

Specifiche tecniche

Tensione alimentazione: 100-200 v / 50-60hz

Ingressi: 1 stereo

Uscite: 1 stereo / mono

Trigger in + out

Potenza uscita max: 30w Rms 8 ohm / 60w Rms Mono

Guadagno in tensione: 26,3dB

Risposta in frequenza: 8hz ÷ 90khz – 3dB

THD: 0,32% @ 30w/8 ohm

SNR: 101dB

Dimensioni: mm 259x79x167 (LxAxP)

Peso netto: Kg. 2,5

Prezzo: euro 950 IVA inclusa

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato.

×