Boards of Canada
Inferno
Warp Records
WARPLP496
Tredici anni dopo il leggendario Tomorrow’s Harvest, i Boards of Canada non tornano per aggiornare una formula, ma per riaprire il loro archivio mentale. Inferno è ancora hauntology, ancora IDM e ambient elettronica, ma con una componente esoterica più esplicita e un uso massiccio della voce registrata. Prophecy at 1420 MHz mette in collisione elettronica analogica e parola, mentre Blood in the Labyrinth e All Reason Departs dilatano la consueta grammatica del duo fino a una psichedelia quasi rituale. Più che la brillantezza Hi-Fi conta la profondità del tessuto: bassi morbidi, transienti volutamente poco taglienti, grana, riverberi e piccoli eventi periferici costruiscono un’immagine tridimensionale che rivela dettagli difficili da cogliere a un ascoltatore distratto. Non è un disco nostalgico: è il passato che continua a produrre interferenze nel presente. (s.b.)
CD
Qualità artistica 4/5
Qualità tecnica 4,5/5

Cardinals
Masquerade
So Young Records
SOYOUNG038
Se Inferno lavora sulla memoria artificiale, Masquerade la riporta alla fisicità della carne. I Cardinals, da Cork, miscelano folk irlandese, post-punk, grunge, slowcore e teatralità goth senza trasformare le influenze in banale citazionismo. La struttura stessa dell’album, concepita come un contrasto fra lato A e lato B, alterna espansione romantica e ombre più minacciose: Anhedonia, Barbed Wire e soprattutto The Burning of Cork hanno una tensione che ricorda il post-punk e inevitabilmente certi Fontaines D.C., ma con una sensibilità melodica profondamente irlandese. Registrato ai RAK Studios di Londra con Shrink, il disco ha una notevole sensazione di gruppo che suona live in studio: batteria e basso hanno uno specifico peso fisico, le chitarre occupano i medi senza impastare la voce e l’ambiente amplia il quadro senza cancellarne la ruvidità. Un debutto sorprendentemente compiuto. (s.b.)
LP
Qualità artistica 4,5/5
Qualità tecnica 4,575

Beth Orton
The Ground Above
Partisan Records
PTSN3066-1
Con The Ground Above, Beth Orton continua il percorso iniziato con Weather Alive senza però replicarlo. Folk, jazz, soul, ambient e songwriting anni Sessanta e Settanta convivono in una scrittura che può evocare Terry Callier, Van Morrison, Laura Nyro e, nei momenti più psichedelici, persino i Beatles. La Orton si autoproduce e costruisce il disco attraverso registrazioni realizzate fra Londra, New York e Los Angeles, affidandosi a musicisti come Shahzad Ismaily, Tom Skinner, Tom Herbert, Adrian Utley e Paul Butler. Il risultato ha una qualità quasi tattile: pianoforte e voce restano spesso al centro, mentre fiati, archi, chitarre e sintetizzatori entrano nel campo sonoro come strati successivi. Sebbene il processo di costruzione dell’album possa sembrare non ortodosso e piuttosto eterogeneo, il risultato finale è invece compatto e coeso. Brani come Cigarette Curls e la stessa title track mostrano un’artista che ormai usa lo studio come strumento compositivo. (s.b.)
CD
Qualità artistica 4/5
Qualità tecnica 4/5

The Claypool Lennon Delirium
The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy
ATO Records
ATO0710
Dalla stratificazione intimista di Orton si passa all’eccesso barocco del Claypool Lennon Delirium. The Great Parrot-Ox and the Golden Egg of Empathy è un concept album di quattordici brani costruito attorno ai rischi dell’intelligenza artificiale e all’idea dell’ottimizzazione priva di empatia, ma musicalmente è soprattutto un’esplosione di prog, psichedelia, funk e pop sperimentale. Primus e Beatles sono coordinate evidenti; King Crimson, Zappa e certo Canterbury affiorano nella continua torsione delle forme. Registrato fra Rancho Relaxo, lo studio di Claypool in California, e The Farm di Lennon nello Stato di New York, il disco privilegia l’abbondanza: basso elastico e iperdefinito, chitarre, tastiere, percussioni e voci si rincorrono in un mix volutamente saturo di informazioni. The Golden Egg of Empathy è il lato pop, mentre It’s a Wrap, di ben tredici minuti è quello monumentalmente più progressivo. Registrazione di eccellenza, indicata agli audiofili nostalgici. (s.b.)
CD
Qualità artistica 4/5
Qualità tecnica 4,5/5

Questo articolo è stato pubblicato nel numero n.002/26 di AUDIOPHILE Hi-Fi Magazine e il link per l’acquisto è QUI 🌐
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