Ecco una vetrina con alcune interessanti novità discografiche riguardanti composizioni pianistiche, cameristiche e corali, presentate da alcune etichette italiane e straniere

Già da qualche anno il nome e l’opera di Barbara Strozzi (1619-1677), compositrice, cantante, violista, poetessa e intellettuale della Venezia del XVII secolo, sono al centro di un notevole interesse, anche se ancora non possiamo di certo assistere a una “Strozzi renaissance”. Al centro della sua visione musicale vi è il linguaggio del bel canto barocco esplorato e articolato in diverse proiezioni emotive e psicologiche, colte attraverso l’inesauribile serbatoio dell’amore, del sentimento e di ciò che provocano nell’animo umano. Ascoltando le sue opere, ci si rende conto di come questa musicista veneziana abbia saputo plasmare il potenziale della voce, sfruttandolo con assoluta maestria attraverso la creazione di elaborate linee melodiche che si intrecciano con l’accompagnamento strumentale in modo sofisticato, in modo da salvaguardare allo stesso tempo la bellezza musicale e la chiarezza espressiva. Per rendersi conto di queste straordinarie capacità è sufficiente ascoltare un CD, intitolato Scherzi e lacrime. Songs of Desire and Disenchantment in the Venetian Seicento e pubblicato dalla Da Vinci Classics, in cui il soprano Micol Pisanu e la tiorbista Francesca Torelli, che formano il Duo Cor Barocco, presentano dieci cantate di questa compositrice, più che sufficienti per offrire una tavolozza dalla quale le gioie e i dolori causati dall’amore si manifestano in mille rivoli, ognuno dei quali è marcato da sfumature in cui la voce e l’accompagnamento strumentale duellano in fatto di virtuosismi sonori che custodiscono vertici e abissi del cuore. Queste cantate sono poi intervallate da quattro brani strumentali, in cui Francesca Torelli presenta due pezzi del compositore e liutista bolognese Alessandro Piccinini, una Ciaccona e la Corrente XI, oltre alla Toccata VII di un altro eccelso autore veneziano del Seicento, Girolamo Kapsberger, e a un brano di anonimo, la Canzon francese La gatta. Anche grazie alla bravura e al coinvolgimento delle due interpreti, si compie un tuffo nella ricercatezza e nella raffinatezza musicali di un periodo a dir poco irripetibile, nel quale le tante pene e le poche gioie fornite dall’amore sono sempre narrate con grande e commovente nobiltà.

Barbara Strozzi – Scherzi e lacrime. Songs of Desire and Disenchantment in the Venetian Seicento

Duo Cor Barocco (Micol Pisanu, soprano & Francesca Torelli, tiorba e arciliuto)

CD Da Vinci Classics C01105

Il nome del compositore polacco Mikołaj Zieleński non è di certo tra i più gettonati nel mondo della grande musica barocca, e ciò rappresenta un gravissimo sbaglio, visto che si tratta di un autore che ha lasciato un indubbio segno che ruota intorno alla sola opera da lui pubblicata in vita, l’Offertoria et Communiones totius anni, stampata a Venezia nel 1611, una delle composizioni sacre più notevoli di tutto il XVII secolo. Partendo da questo lavoro, il direttore Jakub Burzyński ha confezionato un interessante progetto discografico pubblicato dall’etichetta svizzera Divox Antiqua.  Si tratta del Rosarium Virginis Mariæ, eseguito dal gruppo di musica antica La Tempesta di Varsavia; in questo SACD di ottima fattura tecnica, il direttore polacco ha riunito brani contrassegnati da una marcata impronta mariana per formare una sorta di “oratorio” basato proprio sui “Misteri del Rosario”. Data la forte impronta filologica del progetto, l’obiettivo è stato quello di cercare di ricostruire sia lo stile, sia il suono di quell’epoca nel modo più autentico possibile. Ciò può essere colto dal risultato veramente notevole fornito dai falsettisti, dai controtenori e dai bassi posti in primo piano nel coro e che la microfonatura certosina riesce ad esaltare compiutamente. Sia ben chiaro, lo spessore, la profondità e la ricchezza musicale che traspaiono da questa registrazione meritano più di un ascolto per permettere la loro completa percezione.

Mikołaj Zieleński – Rosarium Virginis Mariæ

La tempesta Early Music Ensemble – Jakub Burzyński (direttore)

SACD Divox Antiqua CDX 71401-6

Ormai di stanza a Düsseldorf da diversi anni, il pianista toscano Gabriele Leporatti, tra l’altro allievo di Maria Tipo, ha dato vita da tempo a una propria casa discografica, la Etera Classics, attraverso la quale ha pubblicato alcuni dischi, di cui l’ultimo, dedicato a brani di Sergej Rachmaninov e di Ferruccio Busoni, è freschissimo di stampa. L’obiettivo dichiarato di questo nuovo progetto lo chiarisce lo stesso interprete nelle note di accompagnamento; si tratta di un tributo a due maestri della composizione e del pianoforte, ossia il musicista russo e quello empolese, che prendono a modello, anche se in modo del tutto diverso, se non opposto, l’opera di Johann Sebastian Bach. Ecco, allora, il senso della playlist, in cui brani del Kantor, come la celeberrima Ciaccona dalla Partita n. 2 BWV 1004 e tre tempi della Partita n. 3 BWV 1006, vengono trascritti da Busoni e Rachmaninov, oltre alla Fantasia nach J. S. Bach, BWV 253 dello stesso compositore empolese. A completare la proiezione trascrittiva ci pensa lo stesso Leporatti che ha trascritto altri tre tempi della stessa Partita n. 3, oltre ad eseguire, alla fine del programma, la Sonata n. 2 op. 36 di Rachmaninov. Precisione di intenti, chiarezza dell’eloquio timbrico e senso della musicalità: questi i presupposti sui quali Leporatti fa affidamento per decodificare la portata di tali capolavori del repertorio pianistico (tutte peculiarità, tra l’altro, che appartenevano al bagaglio esecutivo-didattico di Maria Tipo) e che permettono, proprio attraverso un’evidente eleganza del gesto tecnico, di cogliere la portata dei collegamenti elettivi che hanno poi portato sia il compositore russo, quello italiano e lo stesso Leporatti a omaggiare la titanica genialità bachiana.

Busoni-Rachmaninoff – Piano Works

Gabriele Leporatti (pianoforte)

CD ETERA Classics ET006

Franz Schubert durante la breve vita studiò violino, ma praticamente non ne possedette quasi mai uno, anche se fu in grado di creare per questo strumento una musica di straordinaria introspezione, quindi andando a mirare non tanto l’aspetto meramente virtuosistico, quanto la pura espressione sonora ed emotiva. Come nelle sue opere per pianoforte, anche i suoi pezzi per violino e pianoforte vanno a sondare scenari che si fondono con la trascendenza. Inoltre, il dialogo che si viene a formare tra i due strumenti, ossia il violino, con il suo “suono lacerato”, e il pianoforte, che sprigiona una “melodia vincolata”, dà vita a un’unione squisitamente lirica che non intende “rappresentare” nulla, nel senso romantico del termine, ma semplicemente “è”, vale a dire una pura forma sonora che rasenta la perfezione. Ora, tutto il corpus dei brani dedicati a questo repertorio cameristico dal sommo compositore viennese è stato recentemente registrato dal duo formato da Ingolf Turban al violino e da Tomoko Sawallisch al pianoforte per l’etichetta discografica tedesca audiofila TYXart in un doppio CD. Se ho posto in rilievo le peculiarità della visione schubertiana nel rapporto tra violino e pianoforte è proprio perché la lettura dei due artisti tedeschi tende a privilegiare tali aspetti, a cominciare dalla Sonata in la maggiore risalente al 1817, nella quale il lirismo che si dipana è a dir poco assoluto, così come la loro interpretazione delle due opere della maturità, ossia il Rondò brillante in si minore (1826) e la Fantasia in do maggiore (1827) che restituisce nel primo il “demoniaco” paganiniano traslato in un’atmosfera angelica e nell’altra un simbolo musicale di addio e redenzione. Come sempre, eccelle la presa del suono effettuata da Andreas Ziegler.

Franz Schubert – Complete Works for Violin and Piano

Ingolf Turban (violino) & Tomoko Sawallisch (pianoforte)

2CD TYXart TXA26215 

Pubblicato a Venezia nel 1614 per i tipi dell’editore Ricciardo Amadino, Il Sesto Libro de’ Madrigali prosegue l’evoluzione espressiva che Claudio Monteverdi volle dedicare al genere del madrigale, principale forma musicale dell’epoca, sfruttando qualsiasi mezzo vocale e qualsiasi risorsa sonora per trasfigurare in musica il testo poetico. In questo Sesto Libro, il grande musicista cremonese sembra voler concedere al madrigale “a cappella” un’ultima apparizione, a dir poco perfetta e commovente, prima di dedicare la propria attenzione al cosiddetto stile “concertato” che, tra l’altro, aveva già affrontato negli ultimi sei madrigali del Quinto Libro e che sarà dominante in tutti i libri successivi. Esaltando questa dimensione del madrigale “antico”, Monteverdi, in brani come il Lamento d’Arianna e Zefiro torna e ‘l bel tempo rimena, tanto per citare due titoli, crea un autentico capolavoro nel quale tutte le cinque voci si muovono legate le une alle altre per sostenersi vicendevolmente nell’armonia da loro stesse generata. Proprio a quest’opera è dedicata l’ultima fatica discografica che Walter Testolin e l’ensemble RossoPorpora hanno registrato per l’etichetta Arcana. Una lettura, la loro, che mette proprio in risalto la tensione emotiva che scaturisce dal testo poetico, trasformando il verbo in un’essenza sonora capace di toccare altissimi momenti artistici.

Claudio Monteverdi – Il sesto libro de’ madrigali

RossoPorpora – Walter Testolin (direzione)

CD Arcana A580

Ogni volta che nasce una nuova label discografica dedicata alla musica colta e raffinata è sempre motivo di speranza e di un larvato ottimismo, che ora scaturiscono grazie alla Glaux Records, un’etichetta olandese che fa il suo debutto con la pubblicazione, in un’edizione deluxe con tanto di un libretto di sessantaquattro pagine e in versione integrale, delle Canzonette di Paolo Rolli, poeta e librettista romano del Settecento, il quale divenne noto all’epoca anche per la sua eccelsa traduzione del   Paradiso perduto di Milton e per i libretti d’opera che scrisse per autori come Porpora e Händel. Il corpus delle ventiquattro Canzonette, le quali furono probabilmente musicate dallo stesso Rolli, è stato registrato dall’ensemble Stile Galante diretto da Stefano Aresi, che si sta confermando come uno dei più autorevoli studiosi e interpreti di musica barocca degli ultimi anni. Trionfo dello spirito arcadico, le Canzonette, rese accattivanti da melodie semplici ma coinvolgenti, descrivono i tipici scontri amorosi tra ninfe e pastori, oltre a magnificare il vino e i relativi piaceri dell’amore, corroborati proprio dal nettare degli dèi. Il cast vocale della registrazione comprende specialiste del repertorio quali Ann Hallenberg, Giuseppina Bridelli, Chiara Brunello, Francesca Cassinari, Marina De Liso, Valeria La Grotta e Anastasia Terranova, accompagnate ottimamente dal violoncello di Agnieszka Oszańca e dal clavicembalo di Andrea Friggi. Una nota di merito va anche alla presa del suono, accurata ed efficace da parte dello stesso Andrea Friggi.

Paolo Rolli – Canzonette (1727)

Stile Galante – Stefano Aresi (direzione)

CD Glaux Records GL001

Andrea Bedetti

Questo articolo è stato pubblicato nel numero n.008/26 di GRooVE back Magazine e il link per l’acquisto è QUI 🌐

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