In questo numero di Grooveback Magazine mettiamo a disposizione dei nostri lettori un disco con dieci tracce tratte da registrazioni della label audiofila romana contraddistinte da una notevole naturalezza del suono e da interpreti capaci di trasmettere emozioni e atmosfere sonore di ottima fattura  

L’AudioRecords di Rocco Patriarca (che intervistiamo in questo stesso numero) è un’etichetta audiofila romana specializzata in generi che vanno dal jazz al prog, alla musica intimistica d’autore e che pone grande attenzione, grazie al lavoro e alla competenza di Stefano Isola, al risultato tecnico, oltre che artistico. Così, per far comprendere ai nostri lettori meglio la visione che anima questa etichetta, alleghiamo un nostro Sampler nel quale sono presenti dieci tracce tratte da sei dischi di AudioRecords, la quale viene distribuita in esclusiva mondiale da Reference Music Store, rispettivamente Live in Alexanderplatz, Puzzle of Memories, The Other Face of the Gentle Giant, Acoustic Time, Camille e Oltre il cielo di Buenos Aires. Omaggio ad Astor Piazzolla. Buon ascolto!

01) Georgia on my mind (06.15)

La prima traccia è tratta dall’album Live in Alexanderplatz, registrato per l’appunto dal vivo tra il 31 gennaio e il 1° febbraio 2005 all’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, con Massimiliano Coclite protagonista assoluto con la sua voce e il suo pianoforte, e con l’amichevole partecipazione di Fabrizio Bosso alla tromba, Luca Bulgarelli al contrabbasso, Marcello Di Leonardo alla batteria, Fabrizio Mandolini ai sassofoni e Bruno Marcozzi alle percussioni. Questa registrazione, come spiega Rocco Patriarca nelle note di accompagnamento al CD, ha voluto ricreare la tipica atmosfera di un locale dove si fa musica dal vivo, con le voci del pubblico, con la tipica “elettricità” emanata sia dai musicisti, sia dagli avventori. La traccia in questione è un classico, Georgia in my mind, frutto del testo di Stuart Gorrell e della musica di Hoagy Carmichael, il quale la presentò nel 1930 con la sua orchestra, ma diventata leggendaria grazie alla reinterpretazione da parte di Ray Charles nel 1960. In questa versione, Massimiliano Coclite e il suo pianoforte ne danno un’interpretazione assai intimista, giocata sulle sfumature della voce. 

02) Who am I? (05.06)

Anche questa seconda traccia appartiene a Live in Alexanderplatz ed è stata scritta e composta dello stesso Massimiliano Coclite, che si affida al pianoforte per dipanare la matassa melodica, ancora votata a un dolce e raffinato intimismo. Al di là della passione per il jazz, si avverte la sua preparazione classica al pianoforte, frutto anche di studi fatti con pianisti, tra gli altri, del calibro di Alexander Lonquich, Aldo Ciccolini e Rudolph Buchbinder.

03) Boogie Now (05.28)

L’altro disco dal quale abbiamo estrapolato due tracce, questa Boogie Now e la successiva Ritratto di lei, è Puzzle of Memories, che vede protagonista Mauro De Federicis alla chitarra elettrica, chitarra classica, chitarra acustica, arrangiamenti, Alessandro Di Bonaventura alla  tromba e al flicorno, Riccardo Maggitti al sassofono tenore, Francesco Di Giulio al trombone e alla tuba, Marcello Manuli al basso elettrico quattro e cinque corde, Morgan Fascioli alla batteria, oltre alla partecipazione della voce di Nicoletta Dale. Dal punto di vista tecnico, anche questo progetto è stato curato da Stefano Isola che ha messo in campo tutta la sua esperienza per offrire ai musicisti il supporto necessario per esprimersi al meglio. Pur registrando in studio, in ambienti non “sordi” ma naturalmente riverberanti sebbene ben controllati, Stefano Isola non ha voluto rinunciare ai canoni della “semplicità” accogliendo il segnale direttamente negli RME Micstasy, ognuno in formato 96/24, per la massima qualità generale. Boogie Now è stato composto dallo stesso Mauro De Federicis, il quale evidenzia in questo brano le capacità tecniche ed espressive della chitarra elettrica. 

04) Ritratto di lei (03.34)

Qui dalla chitarra elettrica Mauro De Federicis passa a quella classica per elaborare in quest’altro brano, sempre di sua creazione, un vero e proprio “ritratto” che, invece di essere fatto con la tavolozza e i pennelli, viene reso con le corde dello strumento, partendo da un abbozzo per poi definirlo progressivamente con mirati dettagli. A livello tecnico, il timbro è pulitissimo e perfettamente cristallino.

05) Firth of Fifth (10.18)

Il titolo dal quale è tratto questo leggendario brano dei Genesis viene da un album che è un vero e proprio tributo al prog, ossia The Other Face of the Gentle Giant, ad opera dell’Orchestra Contemporanea diretta da Toni Fidanza. Come si può ben intuire, lo scopo di questo disco, registrato rigorosamente dal vivo, è stato quello di rivisitare alcuni brani della straordinaria formazione voluta dai tre fratelli Shulman. Proprio per riprendere lo spirito di quella band, in questa occasione ci sono stati due guest stars d’eccezione, vale a dire Gary Green alle chitarre e Malcom Mortimore alla batteria, che hanno fatto parte proprio dei Gentle Giant. Ma parlare di prog senza ricordare la band di Peter Gabriel è come citare una poesia senza rammentarne i suoi versi. Ecco, allora, il tributo dato con questo brano icona che ha fatto parte di Selling England by the Pound. Chi ha la giusta età, ascoltandolo, sarà sommerso da una marea di bellissimi e struggenti ricordi.

06) That’s the way of the world (06.54)

Passiamo a un altro disco, dal quale abbiamo attinto questa traccia e la prossima. Si tratta dell’album Acoustic Time che, come indica lo stesso titolo, è dedicato al fascino della musica puramente acustica. A confezionarlo sono stati Antonella Vitale con la sua inconfondibile voce, Roberto Genovesi alle chitarre, Karl Potter alle percussioni (special guest) e Ruggero Artale al Djembé e Dun Dun. Stefano Isola, nelle note di accompagnamento al CD, ha spiegato quali accorgimenti sono stati usati per la microfonatura, utilizzando sulle chitarre una coppia di Schoeps Colette CMC‐6 stereo matchedpair con capsula MK‐4 (cardioide) in configurazione XY, mentre sulle percussioni una coppia stereo sempre matchedpair di Earthworks QTC 40 omnidirezionali in configurazione OSS. Per la voce invece è stato utilizzato un singolo condensatore a largo diaframma, valvolare, dotato di capsula Peluso con diagramma polare cardioide. Il presente brano ha rappresentato uno dei più famosi successi degli Earth, Wind & Fire e qui viene “tradotto” in una chiave piacevolmente acustica che mette in luce la dimensione melodica.

07) Message in a Bottle (04.06) 

Lo sfruttamento della linea acustica può riservare grosse sorprese, come in questo caso, con la voce di Antonella Vitale e la chitarra di Roberto Genovesi che trasformano il cavallo di battaglia dei Police in un cammeo intimista, quasi crepuscolare, eliminando ogni impulso ritmico per rendere questo “messaggio” attraverso un’esplorazione emotiva, cullata da continue e delicate sfumature timbriche.

08) Promenade (04.59)

Una voce, quella di Alessia Martegiani, il pianoforte di Massimiliano Coclite e il violoncello di Francesco Mariozzi, solo questi ingredienti musicali per raccontare un progetto, quello che riguarda la vita di Camille Claudel, la grande scultrice francese, dapprima assistente e poi amante di Auguste Rodin, prima di finire i suoi giorni, in preda alla follia, nel manicomio di Ville-Evrard. Il disco del trio si intitola semplicemente Camille, e nel nostro Sampler abbiamo incluso due brani, la Promenade e Persée et la Gorgone. Promenade attinge da istanze letterarie ed è un brano composto dalla stessa Alessia Martegiani, così come per i testi degli altri sette pezzi che formano questo concept, mentre la musica è composta da Massimiliano Coclite. Promenade è un tributo dedicato al tempo e agli amori che Camille ha vissuto intensamente e spasmodicamente: la voce domina al centro della scena sonora, accompagnata dolcemente dai due strumenti. 

09) Persée et la Gorgone (03.40)

L’incalzare ritmico di questo pezzo contrasta profondamente con il senso mesto e malinconico del precedente. Un incalzare che rappresenta idealmente l’insinuarsi dei semi della follia nella mente sensibile e fragile di Camille. Il richiamo del titolo del brano è emblematico: c’è allegoricamente una lotta, come quella, narrata dalla mitologia greca, tra il figlio di Zeus e di Danae e la mostruosa medusa che uccide gli uomini solo guardandoli. Ma Persée et la Gorgone rappresenta anche una delle sculture più monumentali create da Camille Claudel, risalente al 1902, indicativa nelle sue fattezze, del travaglio spirituale e artistico vissuto in quel lasso temporale dalla grande scultrice.

10) Adios Nonino (06.02)

L’ultimo brano del nostro Sampler è un omaggio nei confronti di Astor Piazzolla. Si tratta di Adios Nonino e a proporlo è il Triosfere, formato da Dario Flammini al bandoneón, Mauro De Federicis alla chitarra e Roberto Della Vecchia al contrabbasso, un pezzo estrapolato dal loro album intitolato Oltre il cielo di Buenos Aires. Omaggio ad Astor Piazzolla. Considerato uno dei brani più iconici del musicista di Mar del Plata, Adios Nonino fu composto nel 1959 quando Piazzolla, impegnato in una tournée nell’America centrale, il 13 ottobre ricevette la tremenda notizia della morte improvvisa del padre, don Vicente Piazzolla, familiarmente chiamato “Nonino”. Per ricordare la figura paterna e per cercare di superare lo strazio, Piazzolla riprese un pezzo che aveva scritto nel 1954, conservandone la parte ritmica ma, allo stesso tempo, prolungandone la melodia per trasformarla in una specie di lamento. La versione proposta dal Triosfere assume dei connotati emotivamente nostalgici, quasi una carrellata di ricordi struggenti legati alla figura paterna, con la melodia che viene plasmata dal senso ondivago del ritmo.

Andrea Bedetti

Questo articolo è stato pubblicato nel numero n.008/26 di GRooVE back Magazine e il link per l’acquisto è QUI 🌐

 

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